Sabato, 24 Luglio 2021
Questione di leadership

Che cosa sta succedendo tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte: si decide il futuro del M5s

Il fondatore: "Questo Movimento ha bisogno di un visionario come me e di un integerrimo come Conte". Ma lo scontro sullo Statuto e sui due mandati è senza esclusione di colpi. Ci sono punti di vista diversi sulla comunicazione. La stoccata mette un freno all'ascesa dell'avvocato di Volturara Appula: "E' lui che ha bisogno di me, non io di Conte"

Un intervento a gamba tesa. Non è chiaro se per sfasciare tutto o se per correggere solo leggermente la rotta. Il destino del Movimento 5 stelle è in mano a due Giuseppe, Conte e Grillo (e questo è palese da tempo), ma chi pensava che il comico si sarebbe ritagliato in futuro un ruolo marginale, laterale, di mero supporto alle decisioni degli iscritti, si sbaglia di grosso. Il M5s continua "a essere" Beppe Grillo, e ieri è parso più chiaro che mai. 

Grillo: "Conte io ti sono utile, lo devi capire"

"Conte io ti sono utile, lo devi capire". Avrebbe detto anche questo Beppe Grillo nel corso dell'assemblea con i deputati M5S ieri a Montecitorio dove ha presentato quello che sarà il nuovo logo del Movimento (uguale a ora, ma con la dicitura '2050' all'interno del simbolo). "Questo Movimento ha bisogno di un visionario come me e di un integerrimo come Conte", ha quindi aggiunto. Riguardo al nuovo statuto "vi prometto che entro 2-3 giorni lo presenteremo, insieme a Conte". "Noi stiamo lavorando bene con Conte", sottolinea. "Ci vorranno ancora 2-3-5 giorni. Mando le mie osservazioni in giallo e lui mi risponde in rosso - ha detto ancora Grillo - io in verde e lui in nero". "Siamo a tre quarti" del lavoro portato a termine", ha sottolineato il comico genovese spiegando che lo statuto messo a punto da Giuseppe Conte "è molto diverso dal nostro", "è di 32 pagine e da quando l'ho ricevuto ci sono delle osservazioni reciproche in corso". 

L'ex premier "deve studiare e imparare cos'è il Movimento", è il ragionamento. E' Conte che ha bisogno di me, non io di Conte, ha quindi aggiunto in uno dei passaggi del suo intervento. Con lui "stiamo facendo un lavoro straordinario, questo statuto ci sopravvivrà, ci tiene a precisare Grillo affermando poi: "Questo è il momento di Giuseppe Conte, voglio rafforzarlo non indebolirlo".

Il vincolo dei due mandati 

Tornando allo statuto, "a Conte avevamo detto di prenderlo e di farlo evolvere, di partire dal nostro statuto. Lui invece ha preso due avvocati e ha scritto un'altra cosa. Me lo ha dato e mi ha detto di non farlo leggere a nessuno. Io l'ho letto e tante cose non andavano". "C'era anche scritto che io devo essere 'informato', 'sentito', ma che è 'sto avvocatese? Le cose si decidono insieme, tante altre cose di devono votare. Come il vincolo dei due mandati. Io e Conte la pensiamo diversamente, ma decideranno gli iscritti. Il codice etico non l'ha ancora finito, ma anche su quello bisognerà pronunciarsi", ha aggiunto Grillo definendosi "il custode" della storia del Movimento, storia da cui "non si può prescindere, per questo ho detto a Conte di studiarla". Inoltre nel neo statuto M5S messo dall'ex premier "erano previste due comunicazioni diverse, ovvero che io non parlavo a nome del Movimento. Ma io c'entro eccome con la comunicazione. Rocco Casalino è bravissimo sulle tv, ma deve rapportarsi anche con me, non solo con il capo politico". "Io sono il garante, non sono un coglione", ha affermato inoltre Grillo rivolgendosi ai deputati pentastellati. Le parole del comico genovese sono state accolto da un applauso da parte degli eletti.

Il garante del M5s avrebbe espresso la sua insoddisfazione nei confronti del lavoro del ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, il cui nome pure era stato 'vidimato' da Grillo solo pochi mesi fa. Non mancano i complimenti a Luigi Di Maio, presente all'incontro: "Sei uno dei ministri degli Esteri più bravi della storia". "Io sono per i due mandati, farei anche una legge ma lo metteremo al voto degli iscritti", ha detto ancora.

"Beppe si riprende il Movimento come sempre"

"Grillo ha appena fondato una diarchia...", "Beppe si riprende il Movimento come sempre": questi i commenti informali a caldo. "Ho letto che le trattative tra Grillo e Conte vengono portate avanti dai rispettivi avvocati. Questo mi fa pensare tutto il peggio perché quando si parlano gli avvocati vuol dire che si è alle soglie del divorzio" aveva detto 48 ore fa Marco Travaglio. Il quadro è sostanzialmente chiaro: Grillo non accetta che sia ridotto e depotenziato in alcun modo il suo ruolo. Così però il capo politico del Movimento 5 stelle rischia di essere poco più di un prestanome di Grillo. Difficile che l'ex premier possa accettare uno scenario del genere o un accordo al ribasso. Ma tutti nel M5s sanno benissimo che è Conte l'unica speranza reale di mantenere il partito centrale nel quadro politico attuale, fino alle elezioni politiche del 2023. 

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