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Martedì, 7 Dicembre 2021

Grillo si fa Cavaliere e lancia la Crociata europea

Sul suo blog il leader del Movimento 5 Stelle punta il mirino sulla prossima chiamata alle urne. Saranno le Europee il banco di prova "finale" dei grillini: "La prossima campagna elettorale sarà campale"

Beppe Grillo alle Crociate? Quello era Brancaleone da Norcia (con un grandissimo Gassman). Una perla rara. Meno rara e più politica l’ultima invettiva del leader del Movimento 5 Stelle. Presidente, megafono, deus ex machina, il ‘Beppe’ nazionale si è fatto anche cavaliere. Come cavaliere? Di Cavaliere non ce n’era già uno? Non bastava già quello in politica? Evidentemente no. O almeno la pensano così chi cura il blog di Grillo che da cavaliere, con tanto di armatura, croce rossa dei templari, spada, scudo e spilla del M5S, a cavallo di un destriero bianco si prepara alla Crociata europea. Sì perché dal 22 al 25 maggio del 2014 andranno in scena le europee. L’ottava chiamata alle urne della storia comunitaria (la prima fu nel ’79) per eleggere i rappresentanti del Parlamento Europeo.

E Grillo, nel giorno in cui è saltato l’incontro con i gruppi parlamentari del Movimento (a cui era annunciato anche Casaleggio) è sceso in campagna elettorale. Come? Con un suo classicissimo: un post sul suo blog, la bibbia del grillismo. Lì, da dove detta la linea. E da dove chiama i grillini alla nuova ‘battaglia’.

Un fantasma si aggira per l'Europa. E' il voto delle prossime elezioni europee che potrebbe mettere fine all'Europa delle banche e dei burocrati. I governi europei sono terrorizzati dal possibile successo di partiti e movimenti che vogliono cambiare l'attuale modello di Europa, fondato sulla finanza, e che desiderano un'Europa solidale dove uno Stato in difficoltà, come è successo per la Grecia, non sia lasciato morire per salvare i bilanci delle banche tedesche e francesi. Un'Unione rivolta allo sviluppo e non alla crescita. L'Europa non è una banca, ma a tutti gli effetti siamo governati dalla BCE. Chi ha votato per la BCE? Il suo simbolo non è apparso in nessuna elezione europea, ma comanda più degli Stati. Molti governi europei, in particolare quelli dei Pigs e della Francia, che si appresta a entrare nel club, vivono grazie al connubio (asservimento?) con la BCE. Si tengono in vita a vicenda.
La campagna elettorale del prossimo maggio è già iniziata e sarà campale. Capitan Findus Letta, il soldatino di Bruxelles, ha dichiarato al New York Times "Rischiamo di avere il maggior Parlamento europeo "anti europeo" di sempre. Il grande rischio è che il 25% del Parlamento europeo sia composto da movimenti anti euro o anti Europa". Ma se i popoli europei volessero cambiare l'attuale politica della UE e della BCE sarebbe un normale processo democratico sancito da libere elezioni. Chi sono questi burocrati e banchieri e i loro burattini prestati alla politica per decidere al posto dei cittadini? Voler ridiscutere l'Euro e le direttive della BCE, tra cui la mannaia del Fiscal Compact può, secondo Letta, essere dovuto al razzismo... "Alcuni movimenti sono razzisti".
Il razzismo anti euro? Il Nipote va alla guerra per conto terzi "La crescita del populismo è oggi il primo problema sociale e politico (e noi che pensavamo che il primo problema fosse economico). Combattere il populismo è una missione oggi in Italia e negli altri Paesi". In missione per conto di Draghi. La parola populismo è diventato un insulto per il Potere da quando l'opinione pubblica ha iniziato a mettere in discussione i suoi privilegi e questa Europa, ma populismo significa "Atteggiamento o movimento politico, sociale o culturale che tende genericamente all'elevamento delle classi più povere". Populismo vuol dire che se i popoli europei ne hanno pieni i cosiddetti e vogliono costruire un'Europa migliore, gente come Letta deve fare le valige subito dopo le elezioni europee. Il "populista" MoVimento 5 Stelle parteciperà alle elezioni europee per vincerle. Sarà una crociata. In alto i cuori.

Questo il post, il tono è quello di sempre. Il bene contro il male e via discorrendo. Con di più, di peso: le parole di Letta“Rischiamo di avere il maggior Parlamento europeo "anti europeo" di sempre” – cominciano ad essere un’istantanea sempre più credibile della realtà. L’Europa dei movimenti non è dietro l’angolo, è già qui. Nelle opinioni, nei voti che verranno. Lo dicono i numeri, quelli dei sondaggi che fotografano un Europa sempre più lontana dai partiti. E noi che c’eravamo illusi che la faccenda riguardasse soltanto l’Italia.

No, il problema è generale: la caduta del muro di Berlino ha chiuso la stagione delle utopie. La ‘terza via’ di Giddens, ripresa da Blair, ha partorito il progressismo moderno che tuttavia ha diminuito le distanze tra destra e sinistra storica. La Globalizzazione ha fatto da combustibile alla stagione del movimentismo, la crisi economica ha fatto il resto. In tutto questo l’Europa – che non ha mai bacchettato per davvero né Banche né finanza e neppure la rendita – e le politiche dell’austerity hanno gettato ulteriore benzina sul calderone del dissenso.

Così, stando si sondaggi, in Francia il Frant National, formazione della Le Pen, è stimato in una forbice che va dal 20 al 24%. L’UKIP, formazione di destra del Regno Unito, si attesta al 16%. In Spagna l’ultima tornata vide Popolari e Socialisti spartirsi l’80% dei consensi: oggi le cifre parlano del 55-60%. Grillo lo sa ed è pronto a salire sul treno in corsa degli euroscettici. Per questo tratteggia la sfida con toni epocali: o con o contro. Con tanto di spada, cavallo bianco….

Fonte: BeppeGrillo.it →
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