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Sabato, 22 Gennaio 2022
Costi della politica / Italia

Grillo lancia la sfida a Grasso e Boldrini: "Stipendio a metà"

Dopo l'annuncio dei due presidenti di Camera e Senato di tagliarsi del 30% il compenso, il leader del M5S rilancia: "Rinunciate all'indennità e decurtatevi lo stipendi del 50%"

Ci sono le consultazioni di Napolitano, e questo è il tema, almeno fino alle 19 di domani. Di mezzo la forma e la sostanza del futuro governo. Il sangue e il fiato. Ma intanto le controversie della politica non si placano. Al Quirinale si susseguono gli incontri delle delegazioni; sempre a Roma, lungo la linea che separa Montecitorio da Palazzo Madama, corre la polemica. O meglio, la sfida: quella che Beppe Grillo ha lanciato alla seconda e terza carica dello stato.

Pietro Grasso e Laura Boldrini, appena eletti alla presidenza di Senato e Camera, fin da subito hanno voluto dare il buon esempio riducendosi lo stipendio di un terzo. Tutti contenti, tranne uno, Beppe Grillo. Al presidente del MoVimento 5 Stelle, infatti, il gesto non è bastato. Da qui il ‘sasso’ sullo stagno lanciato dal proprio blog: “Boldrini e Grasso possono rinunciare all’indennità di carica e dimezzarsi l’indennità da parlamentare, come dei veri cittadini a 5 Stelle, ed essere d’esempio a tutti i parlamentari”.

SFIDA O RIVINCITA? – Insomma il “garante” del MoVimento mostra ancora una volta i muscoli e sembra voglia misurare quel “cambiamento” e quella discontinuità con il passato sbandierata ai quattro venti da Bersani e sottoscritta da entrambi i presidenti. Ruolo delicato quello di Grasso e Boldrini. Un po’ di maggioranza, se alle parole promesse seguiranno i fatti, potrebbe passare anche da lì. Ma c’è di più. Dopo la mossa del Pd, con tanto di strappo interno dei 5 Stelle e la ‘piena’ della rete che ha investito i gerillini, il blogger sembra volersi togliere qualche sassolino dalle scarpe. C’è di mezzo il bollino da ‘cittadini’, ma forse anche il voler porre l’accento sulla bontà di quella linea scelta sabato scorso al Senato e che ha generato il pasticcio.

“’Boldrini e Grasso – continua – si riducono stipendio del 30%’ titola Repubblica. Bene, ma quale stipendio? Si tratta di quello da parlamentare o dell'indennità aggiuntiva per i presidenti di Camera e Senato? Non è spiegato, ma è un dettaglio importante che i cittadini devono conoscere. Il M5S rifiuta in toto le indennità di carica: Antonio Venturino, 5 stelle eletto in Sicilia, ha rinunciato ai 3.244,22 euro al mese e all'auto blu che gli sarebbero spettati in quanto vice presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana”.

5MILA EURO AL MESE – Grillo va avanti nel post, fa i conti in tasca ai presidenti e in questo propone la cura. Come sempre fatta di numeri secchi (quelli che alcuni definiscono la cifra del buonsenso e altri l’asticella della retorica populista): “Una proposta c'è già ed è molto semplice: 5 mila euro lordi mensili invece di 11.283 euro lordi, rinuncia all’assegno di solidarietà e obbligo di giustificare, rendicontare e pubblicare ogni spesa rimborsata. I cittadini portavoce del M5S in Parlamento l'hanno già fatto. Se Boldrini e Grasso proponessero questa misura il risparmio annuale sarebbe di circa 70 milioni. Grasso ieri ha detto di ‘non essere una foglia di fico, ma una quercia che si è già messa al lavoro’. Può dimostrarlo: chieda a tutti i partiti, insieme alla presidente Boldrini, di rinunciare ai rimborsi elettorali previsti per questa legislatura. Un atto di giustizia nei confronti del popolo italiano che si sentirebbe finalmente rappresentato da due delle istituzioni massime della Repubblica”.

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