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Venerdì, 24 Maggio 2024

Grillo vs stampa: ecco la legge che taglia i finanziamenti ai giornali

Un ddl a firma Crimi punta a eliminare ogni tipo di finanziamento pubblico a qualasiasi tipo di giornale. Una legge che viene da lontano, "dal secondo V-Day". Obiettivo dichiarato: "Avere una stampa libera". Ma sarà così?

Letta taglia i finanziamenti pubblici ai partiti. O almeno ci prova. Grillo, che su questo fronte non vuol restare secondo a nessuno, prende la palla al balzo e torna a in sella ad un vecchio cavallo di battaglia: la potatura dei finanziamenti pubblici all’editoria o, detta meglio, ai giornali. E fa anche di conto: sarebbero circa 70 i milioni di euro all’anno che lo Stato risparmierebbe se venisse approvato il disegno di legge proposto dal Movimento 5 Stelle. Primo firmatario del DDL specifico (“Disposizione volte alla abolizione del finanziamento pubblico all’editoria”), Vito Crimi, il capogruppo grillino al Senato.

La tempistica della mossa di Grillo potrebbe trarre in inganno: scatta la polemica con i giornalisti, il capo del Movimento fa la ripicca. Non è andata così: la proposta è stata depositata da oltre un mese. In pratica non è altro che il rimando di una promessa elettorale, di un impegno, che il blogger genovese si era preso con i propri elettori nei giorni dello Tsunami Tour. E ancor prima con gli ‘editti’ del secondo V-Day, quando da Torino i 5 Stelle coniarono uno slogan a loro caro: “Libera informazione in libero Stato”.

Radici confermate dallo stesso Crimi: “È proprio dal secondo V-day che siamo partiti per presentare una delle nostre prime leggi, è normale che sia così”. E ancora, entrando nel merito: si tratterebbe si una legge “a costo zero” perché abrogativa, quindi andando ad eliminare “ogni tipo di contributo pubblico a ogni tipo di organo di stampa”.

Scrive l’Huffingtonpost.it, il quotidiano online diretto da Lucia Annunziata:

Di quanti soldi si tratta? Un bel po’. Secondo i dati previsionali di Palazzo Chigi relativi al 2012, “le risorse finanziarie assegnate al Dipartimento per l’informazione e l’editoria per l’implementazione di specifiche politiche di settore [...] ammontano ad euro 174.624.850” (dei quali circa 150 destinati al finanziamento alla stampa). Poi arrivò l’esecutivo tecnico di Mario Monti, e la spending-review tagliò di quasi la metà quella cifra. Soldi destinati principalmente alla carta stampata: sono i contributi ai giornali di partito, ai quotidiani editi da cooperative di giornalisti, a quelli di proprietà di fondazioni ed enti morali e via discorrendo.

“È uno dei problemi principali dell’informazione italiana”, sottolinea Crimi. “Se ricevi soldi dal potere politico è normale che poi tendi a non porti in contrapposizione con esso, ad assecondarlo. I finanziamenti ai giornali di partito, poi, sono indegni. Sappiamo che in parte sono già stati ridotti (nel 2004 erano di dieci volte superiori n.d.r.) – continua Crimi – ma noi vogliamo eliminare qualunque tipo di finanziamento pubblico”.

Tagli all’editoria, ma stavolta nessun affondo contro i giornalisti: “Ci sono buoni e anche ottimi giornalisti, quelli che scrivono rischiando la pelle, quelli emarginati, i precari, i tanti giornalisti sottopagati”.

Fonte: Huffington Post →
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