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Giovedì, 22 Febbraio 2024
La polemica

Grosseto intitola una via ad Almirante e una alla "pacificazione nazionale"

Il Consiglio comunale di Grosseto ha confermato la scelta di intitolare una via a Giorgio Almirante, una a Enrico Berlinguer e una alla ''pacificazione nazionale''. Esplodono le proteste delle opposizioni e dell'Anpi

Una decisione che lascerà sicuramente discutere. Il Consiglio comunale di Grosseto ha deciso di confermare una scelta, fatta giù il 16 aprile 2018 e intitolare tre vie: una al fondatore del Movimento Sociale Italiana (ed ex militante della RSI) Giorgio Almirante, una allo storico segretario del Partito Comunista Italiano Enrico Berlinguer e un'altra alla ''pacificazione nazionale''.  

Il voto, su mozione della maggioranza di centrodestra, ha avuto 17 voti favorevoli, 11 contrari (tutta la minoranza oltre all'ex assessore Giacomo Cerboni, adesso in quota Lega) e una consigliera che al momento del voto si è alzata ed è uscita dall'aula. Per evitare la mancanza del numero legale (16 consiglieri) la mozione è stata discussa all'inizio del consiglio e non alla fine. Ora per il via libera definitivo ora si dovrà attendere l'ok del prefetto.

"Attraverso i consiglieri comunali, che rappresentano, nella nostra Repubblica, il popolo, che ringrazio, ho voluto riproporre l'argomento in Consiglio - ha commentato il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, eletto in quota Fratelli d'Italia - Non si tratta di una vittoria ma di una conferma, la conferma di un progetto di più ampio respiro che ha il solo scopo di innescare un percorso di pacificazione che, nonostante per alcuni appaia ancora lontano e di difficile attuazione, il Comune di Grosseto ha comunque il dovere di provare a portare avanti. Non solo a livello locale, ma anche come modello replicabile in futuro a livello nazionale".

Le dure reazioni delle opposizioni e della società civile 

La protesta delle opposizioni è stata dura e plateale: al momento dell'approvazioni i consiglieri si sono alzati e hanno mostrato le fotocopie del bando sugli "sbandati" firmato nel 1944 dal ministro Mezzosoma e da Giorgio Almirante. Parliamo di un bando anti-partigiano in cui si ribadiva, tra le altre cose, la pena di morte per i giovani che non avessero risposto alla chiamata alle armi nell’esercito repubblichino.

Dopo l'armistizio dell'8 settembre Giorgio Almirante aderì infatti  alla Repubblica Sociale Italiana e nel 1944 venne nominato capo gabinetto del ministero della cultura popolare presieduti da Fernando Mezzasoma. Non solo. Almirante fu dal 1938 al 1942 fu segretario del comitato di redazione della rivista antisemita e razzista ''La difesa della razza'', che pubblicò il 'Manifesto della razza 'nel 1938 e con cui collaborò con articoli fin dal primo numero. Nel 1947  il fondatore dell'MSI venne condannato con l'accuso di collaborazionismo con le truppe naziste occupanti. 

Evidenze che hanno scatenato la protesta dell'Anpi che ha intonato ''Bella Ciao'' sotto il Consiglio Comunale della città. Affida invece all'ironia social, Carlo De Martis, consigliere e capogruppo di "Grosseto Città aperta". 

DE_MARTIS

''Per il sindaco Vivarelli Berlinguer e Almirante erano "amici" è l'ultima frontiera del revisionismo storico''. Ma la polemica, c'è da scommetterci, difficilmente si limiterà a Grosseto. 

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