Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Politica

Missili sulla Siria, le reazioni della politica italiana

Il primo a commentare è stato Salvini: “Pazzesco, fermatevi”. Gentiloni ha rilasciato una dichiarazione da Palazzo Chigi: “Atto isolato non diventi escalation”

Il bombardamento notturno sulla Siria è la principale notizia sui quotidiani di tutto il mondo. Il primo dei politici italiani a commentare l'attacco di Usa, Francia e Gran Bretagna contro Assad è stato il leader della Lega Matteo Salvini, che ha affidato a Facebook e Twitter la sua opinione: “Stanno ancora cercando le “armi chimiche” di Saddam, stiamo ancora pagando per la folle guerra in Libia, e qualcuno col grilletto facile insiste coi “missili intelligenti”, aiutando peraltro i terroristi islamici quasi sconfitti. Pazzesco, fermatevi. #stopwar #stopisis”.

Berlusconi: "Meglio non dire niente"

“In queste situazoni è meglio non pensare e non dire niente”. Così il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha risposto parlando con i giornalisti a Campobasso a chi gli chiedeva cosa pensasse delle affermazioni di Matteo Salvini sul “grilletto facile” di Usa, Gb e Francia a proposito dell’attacco di stanotte alla Siria.

Di Maio preoccupato

“Siamo preoccupati per quel che sta accadendo e riteniamo che in Siria occorra accelerare con urgenza il lavoro della diplomazia, incrementando i canali si assistenza umanitaria”. Sono le parole del candidato premier M5s Luigi Di Maio, a proposito dell’attacco Usa-Francia-Gb in Siria di questa notte. “L’uso di armi chimiche, come ho già detto – ha proseguitio Di Maio- è intollerabile ma mi auguro che l’attacco di oggi resti un’azione limitata e circoscritta e non rappresenti invece l’inizio di una nuova escalation”. “Restiamo al fianco dei nostri alleati – ha concluso il leader M5s- soprattutto perché in questa fase delicatissima credo che l’Ue debba avere la forza di farsi vedere compatta e unita, anche nell’invitare le Nazioni Unite a compiere ispezioni sul terreno in Siria affinché si accertino le responsabilità sull’uso di armi chimiche da parte di Assad. Su questo aspetto, in particolare, mi auguro che anche il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si mostri coeso”.

Gentiloni: “Non sia un'escalation”

 Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è stato costantemente informato durante la notte degli sviluppi degli attacchi militari in Siria, mantenendosi in contatto con i ministri Esteri e Difesa e con i vertici militari. Il presidente del Consiglio ha rilasciato una dichiarazione da Palazzo Chigi sugli sviluppi militari in terra siriana: “Quella di stanotte è stata un’azione circoscritta, mirata a colpire le capacità di fabbricazione o diffusione delle armi chimiche, non può e non deve essere l’inizio di una escalation, l’Italia lo ha ribadito nei giorni scorsi e continuerà a farlo”. 

 "Nessuna base italiana è stata usata per l’attacco di stanotte in Siria ad opera di Usa, Gb e Francia": ha detto Gentiloni, che ha anche confernato come l'Italia abbia ribadito o all’alleato Usa che la collaborazione e l’amicizia italiana “non poteva tradursi nel fatto che dal territorio italiano partissero azioni dirette a colpire la Siria”.

Tajani: “Armi chimiche inaccettabili”

Sempre su Twitter è arrivato il commento del presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani: "L'uso di armi chimiche è inaccettabile. L'Europa deve giocare un ruolo maggiore nel garantire la pace e nell'evitare l'aggravarsi di crisi umanitarie, come quella che soffrono i siriani".  

Speranza: “Le bombe non risolvono i problemi”

Anche Roberto Speranza, coordinatore nazionale di Mdp e deputato di LeU, ha scritto su Twitter il suo pensiero sui bombardamenti in Siria: “Le bombe non risolvono i problemi. Li aggravano. Serve un immediato cessate il fuoco e una nuova iniziativa internazionale per la #PACE".

Martina e Fassino: "Fermare le violenze"

“In queste ore di tensione e di grande ansia è necessario rilanciare il massimo impegno politico e diplomatico per bandire l’uso criminale di armi chimiche, fermare le violenze e restituire la parola al negoziato come unica strada per mettere fine al dramma che la Siria vive da sette anni. Sosteniamo la posizione assunta dal Governo e dal Presidente Gentiloni e ogni iniziativa intrapresa dall’Unione Europea e dall’Onu a cominciare dall’impegno del suo inviato Staffan De Mistura. In particolare riteniamo che la Conferenza internazionale sulla Siria convocata il 24/25 aprile a Bruxelles dovrà essere la sede per uno sforzo di responsabilità di tutta la comunità internazionale, in primo luogo dei Paesi che hanno il maggior ruolo in quella drammatica crisi”. Lo hanno affermato in una dichiarazione congiunta il segretario reggente del Pd Maurizio Martina e il responsabile Esteri dei dem Piero Fassino

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