Martedì, 19 Ottobre 2021
ECONOMIA

Hollande-Merkel in coro: "Pronti a tutto per salvare l'euro"

Francia e Germania, le due maggiori economie dell'area euro, appoggiano il presidente della Bce Mario Draghi: patto comune per la difesa della moneta unica e monito ai mercati e alle speculazioni contro l'euro

UN PATTO GOVERNI-BCE PER SALVARE L'EURO? - Per porre freno alle tensioni dei mercati, che da mesi hanno ripreso a bersagliare la periferia dell'area euro, si profila un asse coordinato tra governi e Banca centrale. E' questo il senso dell'imprimatur politico della Francia e soprattutto della Germania, le due maggiori economie dell'area euro, al forte messaggio lanciato ai mercati dal presidente della Bce Mario Draghi. Quest'ultimo aveva affermato che la Banca centrale europea "è pronta a fare tutto quel che è necessario per salvare l'euro".

Una chiara presa di posizione, quella di Hollande e Merkel, che relega in una posizione apparentemente isolata la stessa banca centrale della Germania, la Bundesbank, che aveva confermato una certa ostilità agli acquisti calmieranti di titoli di Stato da parte della Bce. Eppure perfino la contrarietà della Buba conteneva in sé un possibile indiretto via libera, perché queste operazioni sono state definite solo come "problematiche" da un portavoce, e non idonee a risolvere la crisi. Non si tratta quindi di un no secco che chiude ogni possibilità, come avverrebbe ad esempio se venissero definite "vietate dai trattati". Forse più di questo non ci si può attendere dall'istituzione che si ritiene custode dell'ortodossia monetaria nell'area euro.

MERCATI IN ASCESA - Ad ogni modo l'asse Berlino-Parigi alle spalle della Bce ha nuovamente galvanizzato i mercati, che inizialmente ieri erano partiti con dinamiche di stabilizzazione dopo la galoppata innescata da Draghi. A seguito del comunicato congiunto Merkel-Hollande, diffuso al termine di una consultazione telefonica, i rialzi sono ripartiti e Milano, che dopo un'asta di Bot positiva aveva già ritrovato il segno più, ha chiuso in accelerazione al più 2,93 per cento. Madrid ha chiuso con un più 3,91 per cento, Parigi al più 2,28 per cento, Francoforte al più 1,62 per cento, Londra nel giorno della cerimonia di inaugurazione delle olimpiadi al più 0,97 per cento. L'euro è a sua volta tornato a salire a 1,2368 dollari.

E intanto sono proseguiti i calmieramenti sui titoli di Stato di Italia e Spagna. In serata i rendimenti dei Btp decennali sono calati al 5,96 per cento e lo spread Btp-Bund è sceso a 456 punti base, dai 473 punti base cui era giù caduto ieri. I tassi sui Bonos decennali spagnoli sono calati al 6,74 per cento e lo spread sui Bund è sceso a 534 punti base. Intanto si profila una sorta di "manovra a tenaglia", tra Bce e governi, a difesa dell'euro. Secondo le Monde partiranno interventi in parallelo con i fondi anti crisi Ue, prima il Efsf poi l'Esm quando sarà operativo, che acquisteranno titoli di Stato di Italia e Spagna alle aste di emissione. Intanto la Bce riattiverebbe il suo programma di acquisti di bond, focalizzato sulle emissioni già in circolazione.

Infine, più in là, l'Esm otterrebbe la licenza bancaria e così i rifinanziamenti della stessa Bce, potenziandosi. Comunque per ora nessun paese ha chiesto l'attivazione di scudi antrispread, hanno precisato dalla Commissione europea. A rovinare la festa è stato il Fondo monetario internazionale, che a Borse chiuse ha rivisto pesantemente in peggio le previsioni sull'economia spagnola, avvertendo che in caso di rinnovate tensioni dei mercati il paese rischierebbe di perdere accesso ai canali di rifinanziamento del debito.
 

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