Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica Roma

Marino all'attacco: "La destra torni nelle fogne, avanti fino al 2023"

Il sindaco di Roma, dal palco della Festa dell'Unità, fa un bilancio dei primi due anni in Campidoglio e rivela una telefonata con il predecessore Alemanno: "Mi chiamò per i consigli di amministrazione"

ROMA - È un Ignazio Marino scatenato quello che ha parlato ieri sera alla Festa dell’Unità al Parco delle Valli, nel quartiere Montesacro. Il primo cittadino, da giorni nell’occhio del ciclone, non molla. Anzi: punta al rilancio.

"LA DESTRA TORNI NELLE FOGNE" - “Se dopo il 2023 dovessi scrivere un libro su quello che ho visto dovrei iniziare con la frase del film che dice ‘Ho visto cose che voi umani non avete visto mai’. Ed è quello che ho visto in Campidoglio dopo l'arrivo di una destra che non ha vergogna: tornino dalle fogne da dove sono venuti invece di dare lezioni di democrazia e rigore a noi che siamo i naturali eredi”. Marino non arretra: “Ho un dovere morale”, dice, “Non posso fare un passo indietro neanche di un millimetro. Io non sono stato eletto dai capibastone ma da voi cittadini”. La promessa è questa: “Io non vi tradirò. Andremo avanti fino al 2023 e faremo lì il nostro bilancio”.

CONQUISTE E BILANCI - Parlando di bilanci, Marino ha tirato le somme dei suoi primi due anni in Campidoglio. “Sono felice di essere qui stasera per fare un bilancio con il mio popolo di due anni di attività e guardare al futuro per la Roma che vogliamo per il prossimo decennio. Non c'è nessun male in questa città che il bene non possa curare e guarire. Dipende da noi”, ha detto il sindaco, prima di elencare le proprie conquiste: ”Nel 2014 sono ripartiti i lavori e sono state inaugurate 15 fermate. Dal 29 giugno ne saranno inaugurate altre sei fino a Lodi mentre nel 2016 aprirà la stazione San Giovanni e l'incrocio con la linea A". E ancora i camion bar: "Il 24 giugno spariranno dal Colosseo e dalle aree centrali tutti i camion bar”.

LA TELEFONATA CON ALEMANNO - Poi, la chiamata in causa di Gianni Alemanno e del Pd. "Ricevetti una telefonata dal mio predecessore. Mi disse 'So che state cambiando i consigli di amministrazione. Ti posso dare due nomi?'. Io gli risposi 'Ma perché hai qualcuno con un curriculum davvero preparato?' Silenzio dall'altra parte. E dopo mi disse: 'Ma il Pd non ti ha parlato?'. Io risposi di no. 'Qui adesso non c'è quel Pd a cui forse eri abituato tu'". Alla fine della serata cena con Orfini e alcuni fedelissimi: Giovanni Caudo, Francesca Danese, Maurizio Pucci, Marta Leonori, Alfonso Sabella, Alessandra Cattoi, Estella Marino, la presidente dell'Assemblea capitolina, Valeria Baglio, e il capogruppo Pd, Fabrizio Panecaldo. Orfini, nel frattempo, getta acqua sul fuoco delle presunte dimissioni imminenti di Improta e Scozzese, dicendo che ancora non le hanno presentate. La destra insorge per i toni del discorso che l'ex presidente della Regione Lazio Francesco Storace definisce "da anni Settanta", mentre l'ex sindaco Gianni Alemanno annuncia querela accusando Marino d'aver inventato la telefonata tra loro. (da RomaToday)

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