Venerdì, 14 Maggio 2021
Ignazio Marino

Ignazio Marino si è dimesso, il sindaco lascia il Campidoglio

Il 2 novembre le dimissioni diventeranno irrevocabili. L'ultimo atto da sindaco: "Comune di Roma parte civile nel processo di Mafia Capitale"

La Cassazione assolve l'ex sindaco di Roma Ignazio Marino

Alle 15.16 di lunedì 12 ottobre Ignazio Marino ha firmato le proprie dimissioni da sindaco di Roma consegnandole al presidente dell'assemblea capitolina Valeria Baglio.

A partire da martedì, l’ex primo cittadino avrà venti giorni di tempo per ripensarci ma tutto lascia pensare che questa volta - per citare lo stesso Marino - l’esperienza al Campidoglio sia davvero finita. Il 2 novembre le dimissioni diventeranno irrevocabili e Marino decadrà automaticamente da sindaco. 

E d’altra parte è stato lo stesso premier Matteo Renzi, intervistato ieri a Che tempo che fa, a silurare per l’ennesima volta il chirurgo:  "Non so se si è rotto qualcosa tra il Pd e Marino. Forse più che con il Pd si è rotto il rapporto tra l'amministrazione e la città".

Dunque Marino lascia. Ma malgrado la resa l’ex sindaco non rinuncia a lasciare a testa alta, in linea con la narrazione che si è scelto all’inizio della sua esperienza politica: quella di uomo integerrimo in rotta con i poteri forti.

Non stupisce, dunque, che come ultimo atto Marino abbia firmato l’atto di costituzione di parte civile dell'amministrazione nel procedimento penale contro cinque imputati sull'inchiesta Mafia capitale. Tra questi, l'ex direttore generale di Ama Giovanni Fiscon.

Il procedimento inizierà il prossimo 20 ottobre e Marino ha espresso la sua ferma intenzione di partecipare alla prima udienza in veste di sindaco. Lo rende noto l'Ufficio stampa di Roma Capitale.

RENZI PRESENTA IL CONTO E ROTTAMA ROMA

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Quanto al commissario incaricato di gestire Roma da qui alle elezioni, è buio pesto. Dopo il gran rifiuto di Raffaele Cantone, ora sembra defilarsi anche la candidatura dell’assessore alla legalità Alfonso Sabella: "Sono un servitore dello Stato, ma salti nel buio non ne faccio", ha detto davanti alla telecamere di RaiTre. Poi ha aggiunto: "Quando sono arrivato nella giunta di Ignazio Marino ho trovato una macchina burocratica devastata, con dirigenti inadeguati, in parte incapaci e in parte sicuramente corrotti. Chiunque sarà il prossimo sindaco, se non si metterà in ordine la macchina amministrativa, non andrà da nessuna parte". 

LA PALLA PASSA AL PREFETTO - Dopo le dimissioni ufficiali di Ignazio Marino la 'palla' passa dunque al prefetto di Roma Franco Gabrielli che potrà annunciare il nome del commissario straordinario per Roma Capitale al più presto, tra venti giorni a partire da oggi, quando le dimissioni di Marino diventeranno a tutti gli effetti irrevocabili.

I PAPABILI - Il Commissario straordinario deve essere un prefetto o un alto funzionario dello Stato. Tra i nomi più accreditati nella rosa dei candidati spicca quello del prefetto Riccardo Carpino, attuale Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso.

In pole position ci sono anche atri nomi tra cui l'ex prefetto di Bologna Angelo Tranfaglia e il prefetto Luigi Varratta, attualmente a capo del Dipartimento delle risorse umani e strumentali del ministreo dell'Interno. 

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