Martedì, 20 Aprile 2021
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Ilva, ambientalisti sbugiardano Vendola: accampa meriti inesistenti

Il presidente della Puglia: "Grazie alla Regione apertura del processo". Peacelink: "E' la Procura che ha colmato i vuoti della Regione che invece aveva dato sugli alimenti di Taranto risultati rassicuranti"

"Vendola accampa meriti immaginari. Non ci risulta che il presidente della Regione Puglia abbia mai portato in Procura evidenze epidemiologiche su Taranto e non ci risulta che abbia presentato alcun esposto alla Procura della Repubblica per portare l'Ilva in un dibattimento penale''. Così, in una nota, il presidente di Peacelink Taranto Alessandro Marescotti replica ad alcune dichiarazioni rilasciate dal presidente della Regione Puglia che aveva dichiarato come "i tarantini hanno avuto dalla Regione l'apertura di un processo di conoscenza e di verità che è passato dalle impressioni ai dati scientifici. Noi abbiamo fornito i macchinari all'Arpa e all'Asl per fare per la prima volta quei monitoraggi che hanno consentito anche di portare in un dibattimento penale le evidenze epidemiologiche che oggi rappresentano la catena dei reati che i giudici vogliono bloccare".

PROCURA E NON VENDOLA. "Le evidenze epidemiologiche di cui parla Vendola - spiega Marescotti - sono state invece prodotte dai periti della Procura della Repubblica. Sono i periti della Procura che hanno colmato i gravi vuoti di conoscenza lasciati dalla Regione in campo epidemiologico. Solo grazie ai periti della Procura oggi sappiamo che sono trenta i decessi annui attribuibili alle emissioni industriali". Prima della perizia della Procura, fa presente il presidente dell'associazione ambientalista, "si navigava nel buio in quanto nessuno conosceva quanti morti provocava l'inquinamento in città. E' stato quindi ordinato non da Vendola ma dalla Procura quel lavoro di indagine epidemiologica che, va detto chiaramente, la Regione non aveva condotto in quelle forme stringenti e mirate, nonostante le pressanti richieste e nonostante fosse oggettivamente necessario".


"L'indagine della Procura - conclude Marescotti - nasce dopo un esposto di PeaceLink del febbraio 2008 in cui venivano evidenziate concentrazioni altissime di diossine e PCB in un pezzo di pecorino di Taranto. Tale analisi è stata commissionata da PeaceLink dopo che le analisi della Regione sugli alimenti di Taranto avevano fornito risultati rassicuranti''.

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