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Lunedì, 15 Aprile 2024
CASO ILVA

Ilva, c'è chi dice no: "I nostri figli sacrificati sull'altare del profitto"

La rabbia dei 'Genitori tarantini': "L'accordo con ArceolorMittal sarà una condanna a morte per la città". Le associazioni ambientaliste annunciano un sit in piazza. Peacelink: "Un errore fidarsi dei 5 Stelle, oggi si apre la fase del disincanto totale"

Alla fine la chiusura è stata scongiurata. L’Ilva di Taranto continuerà a produrre acciaio. Per Di Maio si tratta del "miglior risultato nelle peggiori condizioni". E in effetti, in sede di trattativa, il ministro del lavoro è riuscito a strappare ad ArcelorMittal qualche garanzia in più rispetto al suo predecessore. Ma la rottura dirompente non c’è stata.

Il M5s ha agito di fatto in continuità con il governo precedente con Di Maio che nelle ultime settimane ha giustificato il cambio di rotta ripetendo allo sfinimento che "la gara è illegittima, ma non si può annullare". Un "delitto perfetto" lo ha definito il vicepremier. Ma questa ormai è storia.

L’Ilva non chiude e non sarà riconvertita alle rinnovabili come volevano i 5 Stelle e lo stesso Grillo. Ma se i sindacati, gli operai e gli imprenditori dell’indotto possono tirare un sospiro di sollievo, non altrettanto possono fare i cittadini di Taranto. O almeno quei cittadini che speravano davvero nella chiusura dell’acciaieria – la più grande azienda del meridione – e che per questo alle elezioni del 4 marzo hanno votato in massa il M5s.

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Oggi per loro è il giorno della disillusione. "Anche questo governo ha firmato la condanna a morte di Taranto” scrivono nella loro pagina Facebook i Genitori tarantini con l'immagine del profilo e della copertina in nero. "Anche questo governo ha deciso che i nostri figli sono da sacrificare sull'altare del profitto, della produzione di acciaio. Anche per questo governo i nostri figli possono ammalarsi e morire, in continuità con il governo passato. La Storia la scriveremo noi, e ricorderemo sempre i nomi dei boia dei bambini di Taranto''.

E in un altro post l'associazione rincara la dose:

"Si apriranno ancora conti correnti, si applaudira' al reddito da cittadino. Peccato che poi ci si dimenticherà che boccheggerai. Per alcuni il verde di oliveti, il blu del mare non ti dona. Io non credo a questi, non hanno gusto estetico. Se possiamo ancora sognare? Certo.

Taranto, associazioni ambientaliste annunciano sit-in

L'arcipelago di sigle ambientaliste e della società civile che, da sempre, si battono contro l'inquinamento provocato dall'impianto siderurgico e le conseguenze negative sulla salute, ha convocato un sit-in per questo pomeriggio alle 18 in piazza Vittoria a nel capoluogo jonico. "Taranto scende in piazza contro un governo che non ha abolito nessun decreto salva-Ilva - scrivono insieme a Peacelink - e nemmeno l'immunità penale ai futuri gestori dello stabilimento, Arcelor Mittal".

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Un appuntamento che, ricorda ancora Peacelink, serve a "rivendicare il fermo degli impianti inquinanti posti sotto sequestro dalla magistratura. Il M5s - ricorda l'associazione - parlava il 5 maggio 2018 di 'un percorso criminale durato 12 decreti legge che prevede l'immunità penale per i Commissari e i futuri affittuari/acquirenti, anche in caso di accertamento di danno'. E adesso che sono al governo che cosa fanno? Non tolgono nessun decreto salva-Ilva e nemmeno l'immunità penale. Di fronte a questo atteggiamento del governo, i cittadini di Taranto si mobilitano rivendicando il diritto alla salute e all'accesso alla giustizia ambientale".

"Fidarsi è stato un errore"

Il presidente di Peacelink Alessandro Marescotti sul Fatto Quotidiano scrive che è "stato un errore" fidarsi dei 5 Stelle, i quali, "dopo aver sfiorato il 50% a Taranto incassando i voti di coloro che ne volevano la chiusura" adesso cambiano completamente rotta. 

"Il M5s sull’Ilva è divenuto di fatto l’esecutore della volontà dei governi precedenti, pur polemizzando in maniera inconcludente sulla gara vinta da ArcelorMittal. Non ha cambiato neppure una virgola dei decreti salva-Ilva. E’ stata una piroetta talmente veloce che gli attivisti pentastellati rifiutavano di leggere le dichiarazioni del ministro Di Maio, tutte orientate a vendere l’Ilva a 'condizioni migliori', in nessun caso ha mai parlato di fermo degli impianti pericolosi sotto sequestro penale".

Secondo Marescotti con il sit in di oggi si apre "una nuova fase" della storia di Taranto, quella del "disincanto politico totale". Ma questa volta il M5s sarà dall'altra parte della barricata. 

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