Venerdì, 7 Maggio 2021
CASO ILVA / Taranto

Caso Ilva, studio choc: a Taranto raddoppiati ricoveri per tumore

La Asl Jonica conferma i timori degli ambientalisti: nella città 'dei veleni' sono in costante aumento i casi di patologie oncologiche e respiratorie. Intanto gli operai hanno deciso di sospendere la protesta 'ad alta quota'.

Sembra aggravarsi sempre di più la situazione sanitaria di Taranto. L'allarme arriva da Villasimius (Cagliari) dove si è svolto un seminario medico al quale ha partecipato la dottoressa Rossella Moscogiuri, responsabile del controllo sulla spesa farmaceutica della Asl Jonica di Taranto.

E' la Asl "dell'Ilva". La Asl dei quartieri più vicini alla fabbrica ribattezzata 'dei veleni'. E i dati sono inequivocabili: nel primo semestre 2012 si è registrato un aumento dei ricoveri per tumore del 50% rispetto al primo semestre 2011.

I dati, ancora inediti, sono stati divulgati nell'ambito di un convegno al quale la dottoressa Moscogiuri era invitata per illustrare la situazione in una delle zone più a rischio del nostro Paese. E la relazione dell'Asl Jonica, di fatto, fa aumentare la rabbia degli ambientalisti che la scorsa settimana sono stati protagonisti di un duro scontro sui dati relativi alla mortalità nei pressi dell'Ilva contro il ministro dell'Ambiente Corrado Clini.


"Quest'anno" ha spiegato la dottoressa Moscogiuro "rispetto alle patologie oncologiche si è registrato un aumento del 60% degli accessi ospedalieri in 'day hospital' e del 40% di quelli ambulatoriali".

Inoltre "nei quartieri a ridosso dell'Ilva" si è registrato "un notevole aumento di patologie croniche". Aumento comprovato dalla spesa farmaceutica della Asl di riferimento, "più alta rispetto alla media nazionale" e "con un'elevata percentuale di farmaci oncologici e per patologie respiratorie".

FINE DELLA PROTESTA - Intanto i nove operai che per alcuni giorni hanno occupato in segno di protesta la passerella dell'altoforno 5 (il più alto d'Europa) e la torre del camino E312, a circa 60-70 metri d'altezza, hanno sospeso la loro protesta dopo l'incontro avuto con il prefetto di Taranto Claudio Sammartino, il questore Enzo Mangini ed il presidente dell'azienda Bruno Ferrante.



"La protesta - hanno affermato gli operai dopo l'incontro - termina perché abbiamo ricevuto le rassicurazioni che chiedevamo ai rappresentanti del governo in città ed all'azienda. Siamo siamo molto più sereni e siamo felici di tornare a casa e riabbracciare le nostre famiglie. La parte più dura di questi giorni e queste notti passate a sessanta metri di altezza, non è stata dormire sul ferro quanto piuttosto stare lontano dai nostri cari". "Un segnale di distensione", l'unico breve commento del prefetto Sammartino al termine dell'incontro.

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