Venerdì, 30 Luglio 2021
Immigrazione

Inps, Boeri: "Con le frontiere chiuse un buco da 38 miliardi, servono più immigrati"

Secondo una simulazione dell'istituto di previdenza a immigrazione zero il saldo tra entrate e uscite sarebbe fortemente negativo per le casse dello Stato. Il monito del presidente Tito Boeri alla classe politica: "Abbia il coraggio di dire la verità. I migranti sono necessari per tenere in piedi il nostro welfare"

Tito Boeri ANSA/CLAUDIO PERI

"Non abbiamo bisogno di chiudere le frontiere. Al contrario, è proprio chiudendo le frontiere che rischiamo di distruggere il nostro sistema di protezione sociale". Sono dichiarazioni destinate a far discutere quelle messe nero su bianco dal presidente dell’Inps Tito Boeri nella Relazione annuale presentata alla Camera.

"Una classe dirigente all’altezza  - scrive Boeri - deve avere il coraggio di dire la verità agli italiani: abbiamo bisogno di un numero crescente di immigrati per tenere in piedi il nostro sistema di protezione sociale".

Il presidente Inps non nasconde i problemi e i tempi legati al processo di integrazione degli immigrati. Ma oggi, ragiona Boeri, gli immigrati offrono un contributo molto importante al finanziamento del "nostro sistema di protezione sociale e questa loro funzione è destinata a crescere nei prossimi decenni man mano che le generazioni di lavoratori autoctoni che entrano nel mercato del lavoro diventeranno più piccole". 

"Migranti sempre più giovani": i dati

Gli immigrati che arrivano in Italia "sono sempre più giovani: la quota degli under 25 che cominciano a contribuire all’Inps è passata dal 27,5% del 1996 al 35% del 2015. In termini assoluti si tratta di 150.000 contribuenti in più ogni anno. Compensano il calo delle nascite nel nostro Paese, la minaccia più grave alla sostenibilità del nostro sistema pensionistico, che è attrezzato per reggere ad un aumento della longevità, ma che sarebbe messo in seria difficoltà da ulteriori riduzioni delle coorti in ingresso nei registri dei contribuenti rispetto agli scenari demografici di lungo periodo". 

Stop all’immigrazione: la simulazione dell’Inps

L’Inps ha realizzato uno studio anche una simulazione a sostegno della necessità di avere più immigrati che pagano i contributi. "I risultati della nostra simulazione a prezzi costanti possono essere riassunti in tre cifre: nei prossimi 22 anni avremmo 73 miliardi in meno di entrate contributive e 35 miliardi in meno di prestazioni sociali destinate a immigrati, con un saldo netto negativo di 38 miliardi per le casse dell’Inps. Insomma una manovrina in più da fare ogni anno per tenere i conti sotto controllo". 

"Sbagliato non concedere i permessi di soggiorno"

Boeri indica che impedire agli immigrati di avere un permesso di soggiorno è "la strada sbagliata perché li costringe al lavoro nero e li spinge nelle mani della criminalità". Al contrario "le regolarizzazioni sono state il più potente strumento di emersione del lavoro nero - rileva Boeri - e hanno avuto un effetto duraturo sul comportamento lavorativo degli immigrati: quattro lavoratori regolarizzati su cinque erano contribuenti attivi anche cinque anni dopo la loro regolarizzazione".
 

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