Giovedì, 26 Novembre 2020

Impeachment: cosa significa e come funziona

La messa sotto accusa del presidente della Repubblica è prevista all'articolo 90 della Costituzione in caso di alto tradimento o attentato alla Costituzione: tutti gli step

La corte costituzionale (foto d'archivio)

Il M5s valuta di chiedere l'impeachment per Sergio Mattarella. Che cosa significa? È la messa sotto accusa del presidente della Repubblica, prevista all'articolo 90 della Costituzione, in caso di alto tradimento o attentato alla Costituzione. 

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Impeachment, che cosa significa

"Il Presidente della Repubblica", stabilisce la Costituzione, "non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri". La parola finale spetta comunque alla Corte Costituzionale, che emana la sentenza.

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Impeachment, come funziona

Dopo che viene presentata la richiesta formale di messa in stato d’accusa, si riunisce d’urgenza un comitato di deputati e senatori scelti tra i componenti delle rispettive giunte di Camera e Senato competenti per le autorizzazioni a procedere. La maxi-commissione che lavora per la procedura di impeachment (che è composta da 20 membri, scelti  dai presidenti di Camera e Senato e nominati proporzionalmente al numero dei parlamentari di ogni gruppo) valuta le accuse e decide se archiviarle o porre la questione al Parlamento in seduta comune. In questo secondo caso, la procedura si avvia solo e soltanto con la maggioranza assoluta dei componenti del Parlamento (i 630 Deputati più i 315 Senatori, cui vanno aggiunti i Senatori a vita). Sarebbero necessari 477 voti per decidere di procedere con la messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica. Il voto è a scrutinio segreto e la destituzione scatta solo se si raggiunge la maggioranza assoluta.

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Impeachment e Corte Costituzionale

Non finisce tutto col voto del Parlamento, ovviamente. La palla passa poi alla Corte Costituzionale, in tal caso con una composizione differente rispetto alla generalità dei casi. Ai 15 componenti della Corte, si aggiungono altri sedici "giudici", che sono estratti a sorte dall’elenco di cittadini aventi i requisiti per l’eleggibilità a Senatore, che il Parlamento compila ogni nove anni mediante elezione con le stesse modalità stabilite per la nomina dei giudici costituzionali ordinari (in seduta comune e a maggioranza dei due terzi dei componenti). Poi a questo punto si uniscono i “Commissari d’accusa” - uno o più - eletti dal Parlamento, tra deputati e senatori, per sostenere le accuse a carico del Capo dello Stato. 

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La sentenza della Corte Costituzionale è inappellabile: destituzione o assoluzione del presidente della Repubblica.

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