Domenica, 28 Febbraio 2021
il caso

"L'Italia non prende le impronte ai migranti": l'Ue ci processa

La Commissione Ue intende aprire una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia e di altri Paesi per non aver raccolto e inserito nel sistema "Eurodac" le impronte digitali dei migranti richiedenti asilo. La procedura, salvo ripensamenti dell'ultimo minuto, sarà aperta giovedì prossimo

(Infophoto)

ROMA - Il sistema "Eurodac" permette ai paesi dell’Unione europea di aiutare a identificare i richiedenti asilo e le persone fermate in relazione all’attraversamento irregolare di una frontiera esterna dell’Unione. Confrontando le impronte digitali, i Paesi dell’Ue possono verificare se un richiedente asilo o un cittadino straniero che si trova illegalmente sul proprio territorio ha già presentato una domanda in un altro Paese dell’Ue o se un richiedente asilo è entrato irregolarmente nel territorio dell'Unione. Per non aver raccolto e inserito nel sistema Eurodac le impronte digitali dei migranti richiedenti asilo, la Commissione Ue intende aprire una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia e di altri Paesi.

La procedura, salvo ripensamenti dell'ultimo minuto, sarà aperta giovedì. Sulla vicenda è intervenuto il ministro dell'Interno Angelino Alfano: "Noi per il lavoro svolto meritiamo solo un grazie dalla Ue. Speriamo che non si apra alcuna procedura sulla registrazione dei migranti in Italia. Se ciò dovesse accadere sarebbe una scelta del tutto irragionevole e fuori dal tempo e dalla storia".

Secondo fonti europee riportate dall'Ansa, l'apertura della procedura è stata inserita nel pacchetto mensile delle infrazioni di fine anno qualche giorno fa e rappresenta sostanzialmente un "atto dovuto" a causa del "mancato rispetto" da parte dell'Italia - e non solo - di alcune delle disposizioni previste dal regolamento Eurodac. 

L'iniziativa della Commissione non arriva inaspettata poiché è stata preceduta da un nutrito scambio di lettere tra Bruxelles e Roma con richieste e fornitura di informazioni. Se entro le prossime ore non interverranno sostanziali novità, giovedì scatterà quindi la messa in mora dell'Italia, primo passo della procedura che in genere dà ancora diversi mesi di tempo per risolvere il contenzioso.

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