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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Imu

Seconda rata Imu, il Governo annaspa e aspetta la decadenza di 'Silvio'

Il Consiglio dei ministri incentrato sullo stop della seconda tranche dell'imposta convocato per martedì 26 novembre quasi certamente slitterà dopo il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi

Imu prima casa, seconda rata. Innumerevoli capitoli. Ancora più numerosi i rinvii. Il Consiglio dei ministri incentrato sullo stop della seconda tranche dell’imposta (quella che altrimenti scatterà a metà dicembre) convocato per martedì 26 novembre, quasi certamente slitterà dopo il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi. A riferirlo fonti di governo che indicano un percorso possibile sulle tre vicende intrecciate: la fiducia sulla legge di stabilità, il voto di decadenza e il decreto sulla seconda rata Imu.

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, ha già annunciato la fiducia sulla manovra. Fiducia che dovrebbe essere votata oggi stesso. La riunione del Cdm dovrebbe saltare con il governo impegnato a Palazzo Madama sulla fiducia. Mercoledì si passerà al nodo sulla decadenza di Berlusconi. L’esecutivo quindi avrebbe più tempo per trovare le coperture sullo stop alla seconda rata dell'Imu che ancora non sono state individuate.

Un secondo scenario, ritenuto però "politicamente difficile" dalle stesse fonti, riguarda la possibilità che la decadenza venga votata prima dell'ok del Senato alla legge di stabilità. Questo comunque si chiarirà alle ore 15 quando è prevista la capigruppo di Palazzo Madama.

Scenari che si rincorrono tra di loro ma che cominciano a rimbalzare su un muro. Il governo non sa come fare a trovare le risorse utili per coprire le mancate entrate. Come la tiri, la coperta è corta. Questione di conti in ordine, quel che vuole Letta e prima ancora l’Europa. Per questo l’esecutivo è ad un bivio, o meglio sotto ricatto morale per via di una promessa concessa da Letta a Berlusconi nei giorni dei buoni propositi che dettero vita alle larghe intese. Quelle larghe intese, non ci sono più. È rimasta la promessa, meglio: il ricatto. Con Letta e Alfano che, pur di non offrire il fianco a Berlusconi, e alla sua propaganda populista, andranno a fare del populismo di cassa.

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