Sabato, 23 Ottobre 2021
Il caso

Fratelli d'Italia, il terremoto dopo l'inchiesta sui finanziamenti. Fidanza si autosospende

Carlo Fidanza, eurodeputato e capodelegazione di FdI, ha annunciato la decisione all'indomani dall'inchiesta di Fanpage sui finanziamenti in nero. Meloni: "Voglio il girato integrale"

A pochi giorni dalle elezioni amministrative, il terremoto provocato dall’inchiesta sui presunti finanziamenti in nero per la campagna elettorale di alcuni candidati di Fratelli d’Italia e sul mondo dell’estrema destra milanese sconvolge Milano e il mondo politico. La prima puntata dell’inchiesta firmata da Fanpage ha scatenato il caos, puntando i riflettori sulle figure di Roberto Jonghi Lavarini, detto il "Barone Nero”, e sull’eurodeputato e capo delegazione di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza, provocando una pioggia di reazioni che vanno dalla durissima condanna alla richiesta di dimissioni. Ancora non arrivate, anche se Fidanza ha deciso venerdì di autosospendersi da Fratelli d'Italia.

Europa Verde, intanto, ha presentato un esposto con cui chiede di fare luce sui retroscena dell'inchiesta, già arrivato sulla scrivania del procuratore di Milano Francesco Greco. L'esposto, inviato in procura da Angelo Bonelli ed Eleonora Evi, i due co-portavoce del partito ambientalista, è ora al vaglio dei magistrati del dipartimento "Delitti contro la Pubblica Amministrazione" diretto dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli. I due aspetti filoni su cui i magistrati devono fare luce sono i finanziamenti in nero di cui parla Fidanza e le "lavatrici" per ripulirli cui fa riferimento Jonghi Lavarini, e poi la serie di saluti romani, battute razziste e frasi ed esclamazioni inneggianti il fascismo. Proprio alla luce di questi ultimi elementi i. pm Alberto Nobili, che dirige il dipartimento antiterrorismo della procura, è in attesa di un'informativa della Digos per valutare se intraprendere eventuali iniziative giudiziarie.

Chi sono Roberto Jonghi Lavarini e Carlo Fidanza

Un passo indietro: nel corso dello sviluppo dell’inchiesta un giornalista di Fanpage si è finto un uomo d’affari disponibile a sovvenzionare una candidata di Fratelli d’Italia, Chiara “Valce” Valcepina. L’avvicinamento è iniziato nel 2019, e il giornalista nel corso dei mesi è stato (gradualmente, ma neanche troppo) inserito all’interno della cerchia di Roberto Jonghi Lavarini, coordinatore di quello che viene definito “un gruppo di nostalgici del fascismo, massoni ed ex militari, fingendo di essere un uomo d'affari. Sarebbe lui, il “Barone Nero”, a tirare le fila quando si tratta di mettere sul tavolo nomine e politiche dei partiti di destra, e sempre lui ha contattato il giornalista, credendolo un uomo d’affari ormai fidato, per proporgli di sostenere la candidatura di Valcepina. Qui entra in gioco Fidanza, che spiega come far circolare il denaro non rendicontato utilizzando “lavatrici”. Ma chi sono Roberto Jonghi Lavarini e Carlo Fidanza?

Roberto Jonghi Lavarini è novarese, ha 49 anni ed è laureato in Scienze politiche alla Statale. Oltre che per il ruolo di “faccendiere”, emerso anche dai video che fanno parte dell’inchiesta, a Milano è noto anche per la sua eccentricità: è solito scrivere in cv e presentazioni di essere di "nobile stirpe" , figlio di "Cesare Jonghi Lavarini dei baroni di Ornavasso". Nei video racconta di poter contare su contatti ad alti livelli politici e “nella massoneria", e di conoscere anche “ammiratori di Hitler”. Nel corso degli anni ha militato prima nell'Msi, poi in Alleanza nazionale e ha avuto una parentesi nel Pdl. È stato consigliere circoscrizionale del Comune di Milano per tre legislature e presidente del Consiglio di Municipio 3 (Porta Venezia). Proprio da presidente di Municipio, una ventina d'anni fa è stato "pizzicato" con la foto di Mussolini in ufficio, ed è stato al centro di polemiche e discussioni nella comunità ebraica milanese per le sue esternazioni.

Chi è Carlo Fidanza, l'uomo di Meloni a Bruxelles

Carlo Fidanza, 45 anni, è eurodeputato e capo delegazione di Fratelli d’Italia,  braccio destro di Giorgia Meloni. Personaggio di spicco della destra milanese, ha iniziato l’attività politica giovanissimo a Milano nelle fila del Fronte della Gioventù e del Movimento Sociale Italiano. Presidente provinciale di Azione Giovani, è prima consigliere del Municipio 5 di Milano e poi assessore al Comune di Desio (Brianza). Nel 2006 è eletto consigliere comunale a Milano in Alleanza nazionale. Passa al Pdl nel 2008 e viene eletto parlamentare europeo. 4 anni più tardi è tra i fondatori di Fratelli d'Italia e non riesce a essere rieletto nelle Europee del 2014. Nel 2018, viene eletto alla Camera, e un anno dopo passa al parlamento europeo. Nella video inchiesta, è lui a congedarsi dal giornalista infiltrato ribadendo che “in un anno e mezzo mi gioco il futuro della mia carriera. Devo essere proprio limpido”.

Inchiesta Lobby Nera, le reazioni: Fidanza si autosospende

L’inchiesta di Fanpage è stata diffusa anche da Piazzapulita, su La7, e le reazioni non hanno tardato ad arrivare, sia a livello locale sia nazionale. La più recente è quella di Fidanza, che ha annunciato l’auto sospensione: “Voglio ribadire ai miei amici, ai miei elettori e a quelli di tutto il mio partito che non ho mai ricevuto finanziamenti irregolari e che nello specifico, in più occasioni che purtroppo non sono state mandate in onda, ho ribadito al 'giornalista infiltrato' che asseriva di voler contribuire alla campagna elettorale di una candidata la necessità di farlo secondo le modalità previste dalla normativa vigente - si legge in una nota ufficiale - Il fatto che questi ulteriori colloqui non siano stati trasmessi la dice lunga sulla serietà di questa inchiesta e contribuisce a dare di me e della mia attività politica un'immagine totalmente distorta. A tutela della mia reputazione mi riservo di adire la giustizia civile e penale".

“In ogni caso - aggiunge - nell'associarmi alla richiesta del mio partito di ottenere i filmati integrali che mi riguardano senza tagli o manomissioni in modo che gli stessi possano essere visionati dai competenti organi di FdI, su richiesta di Giorgia Meloni, ritengo opportuno autosospendermi da ogni ruolo e attività di partito al fine di preservare Fratelli d'Italia da attacchi strumentali”. Fidanza ha quindi fatto notare che “semmai, nelle immagini pubblicate, ironicamente contestavo proprio le inaccettabili affermazioni a suo dire goliardiche di Roberto Jonghi Lavarini, che non hanno né possono avere alcuna cittadinanza in Fratelli d'Italia, partito in cui peraltro lo stesso non è iscritto né ricopre alcun ruolo".

L’autosospensione non è comunque bastata a placare le polemiche, e da più parti sono arrivare richieste di dimissioni ufficiali. Così ha commentato, tra gli ultimi, Mario Perantoni, deputato M5S e presidente della Commissione Giustizia alla Camera: "Prendiamo atto della scelta del capo delegazione di fratelli d'Italia a Bruxelles Carlo Fidanza di autosospendersi ma dopo ciò che abbiamo visto e sentito il suo dovere è quello di dimettersi dal parlamento europeo. Non c'è posto in qualunque assemblea elettiva per chi sostiene una lobby nazista. Attendiamo una condanna chiara e netta di Giorgia Meloni che deve prendere le distanze da quelle persone, quelle frasi, quelle idee”.

La leader di Fratelli d’Italia per ora si è infatti limitata a scrivere Fanpage per chiedere il girato integrale per poter avere “pianta contezza dei fatti”, puntando il dito contro il tempismo dell’uscita dell’inchiesta. E intercettata nella zona di Spinaceto, a Roma, venerdì mattina, ha ribadito che "vedremo cosa rischia Fidanza quando riuscirò a vedere tutto il materiale, chiederò conto a lui come continuerò a chiedere il girato. Vedrò quando saprò cosa devo valutare".

Giorgia Meloni oggi a Roma, video di Veronica Altimari - Romatoday

La richiesta intanto continua ad arrivare unanime: da Laura Boldrini agli eurodeputati del Pd passando per Europa Verde, la lista che supporta il candidato sindaco di Milano (e sindaco uscente) Giuseppe Sala, la richiesta è quella di dimissioni per Fidanza e di netta presa di posizione da parte di Meloni.

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