rotate-mobile
Domenica, 16 Giugno 2024
ECONOMIA

Il futuro Fiat nell'incontro Monti-Marchionne

Sabato il vertice a Palazzo Chigi anche con i ministri Passera e Fornero. Il manager del Lingotto ha garantito che illustrerà "le prospettive strategiche del gruppo in Italia"

L'amministratore delegato Fiat, Sergio Marchionne, incontrerà il premier Mario Monti sabato 22 settembre a Palazzo Chigi. All'incontro, informa la nota della presidenza del Consiglio, parteciperanno, per il governo, anche il ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera e il ministro del Lavoro Elsa Fornero. Dopo le polemiche sul futuro del progetto "Fabbrica Italia" e le richieste di chiarimento giunte dal governo, alla fine il vertice ci sarà.

QUALI SONO LE PROSPETTIVE STRATEGICHE DELL'AZIENDA? Il presidente del Lingotto John Elkann, intanto, assicura che la famiglia Agnelli è in sintonia con quanto sta facendo l'ad del gruppo. Per ora i toni scelti dal governo nei confronti della Fiat sono tutt'altro che ultimativi. Ovviamente, la speranza è che il gruppo "resti in Italia", ma la parola d'ordine tra i soggetti coinvolti nel dossier è "ascolto".

LANDINI: "SENZA INVESTIMENTI ADDIO FIAT"

Il premier e i ministri dello Sviluppo e del Lavoro - sarebbe questa la linea concordata - per ora vogliono solo "capire le intenzioni del Lingotto". E da palazzo Chigi respingono le prime letture date dell'incontro, in cui si parla di "pressing di Monti" verso l'azienda: "Non è così, non è questo l'atteggiamento con cui riceveremo Marchionne". E che la linea sia questa lo dimostra già il comunicato di palazzo Chigi, in cui non si scrive di "convocazione" ma si spiega che "si è convenuto di incontrarsi". E quale sia la richiesta del governo, lo si capisce dallo stesso comunicato, che dà conto del colloquio telefonico già intercorso tra l'Ad di Fiat e il premier: "Nell'incontro, ha assicurato il dottor Marchionne, verrà fornito il quadro informativo sulle prospettive strategiche del gruppo Fiat, con particolare riguardo all'Italia".

POMIGLIANO: I LAVORATORI TRA SPERANZA E PREOCCUPAZIONE

Il governo, secondo quanto spiegato da Palazzo Chigi, vuole solo "capire la strategia di Fiat, avere con i vertici del Lingotto un'interlocuzione sulla situazione dell'azienda e del mercato, capire dove sono i problemi. Poi dal colloquio potrà emergere cosa si può fare, se ci sono alcuni aspetti sui quali il governo può agire". In ogni caso, altre fonti di governo chiariscono che "al momento gli argomenti per convincere la Fiat a restare al di là della sua volontà sono pochi, se non l'impegno del governo a migliorare la produttività e la competitività dell'intero Paese, e quindi anche a vantaggio della stessa Fiat". Ma insomma, si fa intendere, sono poche le misure ad hoc che l'esecutivo potrebbe mettere in campo, viste anche - si sottolinea - le scarsissime risorse disponibili in questo momento. Anche se fonti del ministero del Lavoro assicurano che "si farà tutto il possibile per convincere la Fiat".

LA LINEA "MORBIDA" DEL GOVERNO - Chi pure nel governo richiama la Fiat ai suoi "doveri verso il Paese", al "rispetto verso le decine di migliaia di lavoratori coinvolti", appare dunque 'fuori linea' rispetto ai protagonisti della trattativa. Del resto, le parole pronunciate da Monti il 17 marzo, all'indomani del primo incontro a palazzo Chigi con i vertici Fiat, non lasciavano dubbi sulla posizione del premier: "Forse - aveva detto Monti - darebbe soddisfazione a un politico di vecchia maniera poter dire 'ho insistito perché Fiat sviluppi i suoi investimenti in Italia e si ricordi di aver ricevuto dall'Italia nei decenni passati. Certo ho detto anche questo ma chi gestisce la Fiat ha il diritto oltre che il dovere di scegliere, per i suoi investimenti, le localizzazioni che ritiene più convenienti". Parole che da palazzo Chigi confermano come tuttora valide. Nell'intervista rilasciata ieri a 'Repubblica', Marchionne prometteva che l'azienda resterà in Italia. Ma le possibilità del governo per incentivare una soluzione positiva, spiegano fonti dell'esecutivo, si limitano più che altro al "contesto" cui spesso Monti ha fatto riferimento in questi giorni durante gli incontri con le parti sociali sulla produttività. Perché soldi, si ribadisce, "non ce ne sono".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il futuro Fiat nell'incontro Monti-Marchionne

Today è in caricamento