Casa, qualcosa si muove: il Governo dialoga coi movimenti e "recupera" alloggi popolari

Lo scorso 7 giungo il viceministro Nencini ha incontrato i movimenti per l'abitare: "Abbiamo preso l'impegno a riscrivere il discusso articolo 5". Ieri, l'annuncio del ministero delle Infrastrutture: "Stanziati 500 milioni per il recupero degli alloggi di edilizia popolare vuoti"

Foto da Roma Today

ROMA - Dopo anni di nulla sul fronte delle case popolari e di guerra e tentativi di criminalizzazione dei movimenti per il diritto all'abitare, il governo Renzi segna un piccolo ma significativo cambio di passo. In meno di venti giorni, infatti, il ministero delle Infrastrutture ha prima incontrato, con il viceministro Riccardo Nencini, i movimenti per il diritto all'abitare (lo scorso 7 giugno) e poi presentato, ieri, il progetto di "Trasparenza e monitoraggio sul recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica vuoti o in cattivo stato". Un progetto per il quale sono stati stanziati 500 milioni di euro ed è stato lanciato un "contatore online" che aggiorna, ogni sei ore, lo stato di avanzamento del lavoro di recupero degli alloggi popolari sparsi su tutto il territorio italiano.

L'INCONTRO DEL 7 GIUGNO - In occasione dell'incontro con una delegazione dei movimenti per l'abitare il viceministro Nencini ha preso l'impegno, ribadito pubblicamente e a specifica domanda durante la presentazione del progetto di recupero e al cospetto del ministro Graziano Derio, l'impegno del Governo a "riscrivere l'articolo 5" che dispone come chi occupa un immobile non ha il diritto alla residenza né all'allaccio ai servizi pubblici, con gravi conseguenze su diritti di base come quello di poter iscrivere i propri figli a scuola o di veder scorrere dai rubinetti acqua potabile. 

CASE POPOLARI, STANZIATI 500 MILIONI - Secondo passo in avanti, come detto, lo stanziamento di 500 milioni di euro per il recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica vuoti o in cattivo stato con tanto di monitoraggio "live" direttamente dal sito del ministero delle Infrastrutture che rilancia il ruolo di "indirizzo e coordinamento sulle politiche contro il disagio abitativo" del Mit. Così sono state lanciate "due linee di recupero di alloggi - ha spiegato il ministro Delrio - non abitati oppure abitati ma da ristrutturare". Si tratta "di lavori già in corso e con obiettivi misurabili tramite il 'contatore' già online" e che "intende stimolare la rendicontazione in tempo reale e l'esecuzione dei lavori". 

I NUMERI - Dal primo "monitoraggio" è emerso che "5767 alloggi sono vuoti a causa di piccoli danni o problemi che ne compromettono l'agibilità" mentre circa 42mila case popolari "sono abitate in cattivo stato e necessitano di opere di risanamento e manutenzione straordinaria più importanti". Da qui le due linee di intervento. La prima: recuperare gli alloggi vuoti a causa di piccoli danni o problemi che però ne compromettono l'abitabilità, ai quali sono stati destinati finanziamenti fino a 15mila euro per intervento, "da attuare con la massima urgenza". La seconda: risanare e mettere a norma gli alloggi in cattivo stato "per i quali si rende necessaria una manutenzione straordinaria più impegnativa". Per ognuno di questi è disponibile uno stanziamento fino a 50mila euro. Obiettivo finale è "rendere disponibili tutti i 5767 alloggi vuoti che necessitano di piccoli interventi entro la fine del 2016" ha spiegato Delrio "e avviare i lavori di ristrutturazione, per la quale serve più tempo, per 20769 alloggi in cattivo stato (su un totale di 42mila) entro il 2017.

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I SOLDI - E veniamo alla voce stanziamenti. Fermo restando che Delrio e Nencini si aspettano, nella prossima Legge di Stabilità, "un finanziamento importante per questo tipo di progetto", sono stati già trasferiti alle Regioni circa 210 milioni di euro, "e altri 45 verranno trasferiti nei prossimi quattro mesi". A questi soldi "si aggiungono ulteriori risorse, già stanziate, fino a un totale di circa 500 milioni di euro interamente dedicati al recupero dell'edilizia residenziale pubblica". 

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