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Lunedì, 4 Marzo 2024
Parla la presidente del consiglio

Meloni: "Si è parlato senza pietà delle mie questioni private, ormai la mia vita è in piazza"

Intervista fiume della premier a Rtl 102.5: "Io la quarta donna più influente al mondo? Pensa come siam messi...". Sul femminicidio di Giulia: "La giornata di ieri può rappresentare una svolta. Esistono uomini che non accettano la libertà delle donne"

"Diciamo che della mie questioni private si è parlato a volte senza pietà, però alla fine me lo metto in testa e si combatte". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in un'intervista fiume rilasciata ai microfoni di Rtl 102.5. "Di segreti ne ho davvero pochi, ormai la mia vita è tutta in piazza..." ha scherzato la presidente del consiglio. Che poi ha ironizzato anche sulla classifica di Forbes che la posizione come quarta donna più influente al mondo del 2023: "Pensa come siam messi...".

Un anno tosto? "Sì, è la parola più facile per raccontare un anno in cui è accaduto tutto quello che poteva accadere, il segreto è un pò vivere giorno per giorno, come direbbe Rambo" ha detto Meloni. "Cerchiamo di affrontare ogni problema in modo più pragmatico e serio possibile facendo gli interessi dei cittadini italiani. Nel disastro che ci siamo trovati a gestire, arrivano risultati che raccontano di quello che si è fatto con serietà".

Lo scontro tra politica e toghe

Nell'intervista si sono toccati vari temi, dalla manovra finanziaria al rapporto con le toghe. "Si cerca di costruire uno scontro tra politica e magistratura" ha puntualizzato Meloni. "Non vedo uno scontro e non potrebbe venire da me che ho grande rispetto per chi serve lo Stato. Io penso che politica e magistratura debbano lavorare insieme per rafforzare la lotta alla criminalità, rendere più veloce la giustizia. Vogliamo fare del nostro meglio per aiutare la magistratura. Che poi in Italia ci sia una piccolissima parte, ma rumorosa, della magistratura che per ragioni ideologiche ritiene di dover disapplicare i provvedimenti di un governo che non condivide o influenzare il dibattito politico è un fatto". 

"Mi ha colpito, ad esempio - ha aggiunto - che l'Anm dica che la riforma istituzionale è un attacco alla magistratura, che non è toccata, e abbia una deriva anti democratica, ma so che riguarda una piccola parte della magistratura", puntualizza, chiarendo che "penso comunque che una riforma sulla giustizia vada fatta".

"Manovra difficile, partivamo da una situazione complessa"

Sulla legge di bilancio "è stato un lavoro difficile" ha ammesso la premier. "A farle quando ci sono i soldi sono buoni tutti... Noi partivamo da una situazione molto complessa, per mettere due numeri in fila: abbiamo 13 miliardi in più di interessi sul debito per l'aumento dei tassi della Bce e 20 miliardi di crediti superbonus. Partivamo con -33 miliardi, ciononostante abbiamo fatto una manovra da 28 miliardi, concentrando le risorse su poche grandi priorità, come la difesa del potere d'acquisto delle famiglie, il mantenimento del cuneo contributivo, abbiamo iniziato la riforma fiscale accorpando le prime due aliquote, e adeguato le pensioni, particolarmente quelle più basse sulla sanità, con un aumento che lo porta al massimo storico. E ci siamo anche occupati di famiglia e natalità".

"Sul premierato decideranno gli italiani"

Sulle riforme istituzionali, le critiche mosse sul premierato dimostrano secondo Meloni "che non si sa cosa dire perché non abbiamo toccato il ruolo del Presidente della Repubblica, in questo caso Sergio Mattarella, che è figura che per gli italiani rappresenta un assoluto punto di riferimento". "La sovranità appartiene al popolo - ha rimarcato la presidente del Consiglio - e la cosa che l'Italia ha pagato di più nella sua storia è l'instabilità dei governi. Io penso che sia la riforma dalla quale dipendono tutte le altre e so che faranno di tutto per impedire di approvarla, penso che alla fine si arriverà al referendum e chiederemo agli italiani cosa vogliono fare. So che ci sarà un sacco di gente che si muoverà contro questo, ma saranno gli italiani a dover decidere se essere padroni del loro destino o se vogliono continuare a farlo fare a chi ha pensato di essere padrone delle istituzioni e non lo era".

Il salario minimo: "Da M5s e Pd nessuna legge"

"La bagarre alla Camera sul salario minimo? Un po' sorrido: M5S, Pd ci dicono che il salario minimo è l'unica cosa che va fatta in Italia ma in dieci anni al governo non l'hanno fatta, e mi stupisce la posizione di alcuni sindacati che vanno in piazza per rivendicare il salario minimo quando poi vanno a trattare i contratti collettivi e accettano anche contratti con poco più di cinque euro all'ora, come accaduto di recente con il contratto della sicurezza privata. Bisognerebbe essere un po' coerenti". 

Il femminicidio di Giulia: "Esistono uomini che non accettano la libertà delle donne"

La premier ha parlato a lungo anche del femminicidio di Giulia Cecchettin. "La giornata di ieri è stata una giornata che può rappresentare una svolta, la partecipazione popolare al funerale di Giulia, le parole del padre, nella tragedia è stata una giornata che potrebbe rappresentare l'inizio di qualcosa di nuovo sul piano culturale" ha sottolineato Meloni. "La grande questione è qui: chi ha usato anche l'omicidio di Giulia per tentare di fare un po' di strumentalizzazione politica ha fatto un grande errore" ha aggiunto. "Questa è una materia sulla quale tutti dobbiamo interrogarci su un mondo che sta cambiando in un modo estremamente veloce e che forse noi non stiamo perfettamente capendo".

"A monte penso - ha proseguito la presidente del Consiglio - che il problema sia sempre lo stesso: esistono degli uomini che non accettano l'emancipazione femminile, la libertà delle donne e per questo non accettano i no. Questo è l'elemento alla base di questo problema e che dobbiamo combattere ogni giorno. Le leggi ci sono, è sul piano culturale che possiamo fare molto di più. Il problema vero è l'assenza di cultura, la crisi che vivono le famiglie e il nostro sistema educativo. Il problema è che non abbiamo capito quanto il Covid ha impattato sulle giovani generazioni anche in termini di capacità di socializzare, non ci stiamo rendendo conto del ruolo che le nuove tecnologie e i social media hanno, che messaggi sempre più improntati al nichilismo, alla cultura dei soldi facili, al sesso facile quanto stanno impattando. Lo dico da madre: non sono certa che riusciamo a capire tutto quello che passa sui telefonini e i social e non so se riusciamo ad affrontarlo davvero".

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