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Lunedì, 30 Gennaio 2023
Politica

Servitù militari in Sardegna, c'è l'intesa: "Stop esercitazioni da giugno a settembre"

Previsti indennizzi agli operatori economici marittimi (pescatori e non), riduzione della presenza addestrativa ed aumento della presenza militare, cessione di aree, tutela dell’ambiente e ricerca. La Difesa: "Siamo andati incontro alle esigenze dei cittadini"

C'è l'intesa tra Stato e Regione Sardegna sulle servitù militari. ?Indennizzi agli operatori economici marittimi (pescatori e non) - riduzione della presenza addestrativa ed aumento della presenza militare, cessione di aree, tutela dell’ambiente e ricerca. Questi, in sintesi, i punti più importanti del protocollo siglato lunedì dal Ministro Roberta Pinotti e dal Presidente della Regione Autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru per il coordinamento delle attività militari presenti nel territorio della Regione. Il documento firmato ieri è il “frutto di un lavoro assiduo e certosino fatto in questi anni che ci soddisfa tutti “ ha commentato il Ministro Pinotti, mentre il Presidente Pigliaru ha ringraziato la Difesa per l’impegno e l’attenzione dimostrata verso l’isola.

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Stop alle esercitazioni da giugno a settembre

Con questa firma il Ministero della Difesa si è impegnato ad attuare misure di riequilibrio ed armonizzazione dei rapporti con la Sardegna per venire incontro alle esigenze dei cittadini. Alla conferenza di firma e presentazione del protocollo erano presenti il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, ed i Sindaci di La Maddalena, Teulada, Arbus, Decimomannu, Perdasdefogu e Villaputzu, in rappresentanza dei territori interessati all’accordo. Nel dettaglio, il protocollo prevede la sospensione delle attività di fuoco nei poligoni sardi durante il periodo estivo, dal primo giugno al 30 settembre.

La Sardegna è l'isola più militarizzata d'Europa

La sproporzione tra il peso sostenuto dalla Sardegna e dalle altre regioni è "imbarazzante". La Sardegna è l'isola più militarizzata d'Europa Il 61% delle servitù militari dell'intero territorio nazionale è ubicato nell'Isola, il restante 39% è altrettanto iniquamente ripartito fra Friuli Venezia Giulia (31%) e il resto del Paese. Fra servitù di terra e aree marine interdette alla navigazione ed alla attività civile la Sardegna si attesta nell'intorno del 35 mila ettari, senza considerare gli spazi aerei interdetti. E i tre più grandi poligoni d'Europa alloggiano in terra sarda. Poligoni sperimentali, nei quali si spara terra-mare, aria-terra e mare-terra, dove si svolgono possenti esercitazioni (anche in affitto) e si mette in mostra il made in Italy dell'industria bellica. Adesso che cosa cambierà davvero?

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L'intesa sulle servitù militari

L'intesa prevede anche la cessione della spiaggia di Porto Tramatzu, nel Poligono di capo Teulada e relative pertinenze, garantendo le attività in Poligono; la concessione all’uso temporaneo dell’area “Spiagge Bianche” per il periodo di fermo delle attività a fuoco dal 1° giugno al 30 settembre; la cessione della spiaggia di S’Ena e S’Arca, nell’area del Poligono di Capo Frasca. La concessione all’uso temporaneo dell’area “Spiaggia di Murtas” presso il Poligono di Capo San Lorenzo per il periodo di fermo delle attività a fuoco. Il rilancio e la valorizzazione della Scuola di formazione per allievi sottufficiali della Marina Militare “Domenico Bastianini” presso La Maddalena, anche per la costituzione di un polo di eccellenza delle attività connesse all'economia del mare, con possibilità di uso da parte di altri soggetti e lo stazionamento in pianta stabile della nave scuola “Palinuro” e di unità a vela. In particolare, all’area marina protetta di La Maddalena sarà adottato uno specifico disciplinare di tutela ambientale per il deposito di Guardia del Moro.

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Indennizzi

Vengono riconosciuti anche gli indennizzi ai comuni che sopportano una servitù sul proprio territorio e ai pescatori di Capo Frasca, la previsione di un’area di rispetto per le zone archeologiche interne al Poligono e la richiesta di pascolo nel poligono di Capo Teulada e di rinnovo dell’accordo, per accesso ai fondi comunitari.

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