Giovedì, 16 Settembre 2021
Politica Belgio

Dall'Europa arriva il primo sì al bando del velo islamico

La Corte di Strasburgo approva il divieto sull'uso del niqab vigente in Belgio: "Non viola la Convenzione europea dei diritti dell'uomo"

La Corte di Strasburgo ha avallato il divieto belga sull'uso del niqab (il velo delle donne islamiche che copre testa e corpo lasciando visibili solo gli occhi) ed ha decretato che la legge vigente in Belgio non viola la Convenzione europea dei diritti dell'uomo. In due sentenze il Tribunale Europeo dei Diritti Umani ha respinto altrettanti ricorsi di una cittadina belga e di una cittadina marocchina. 

Il primo ricorso era contro la legge del primo giugno 2011, che ha introdotto il divieto di indossare il niqab in tutti i luoghi pubblici. Il secondo ricorso impugnava un regolamento comunale del 2008 che imponeva lo stesso divieto. Secondo i giudici europei, la proibizione "può essere considerata proporzionata con il fine di garantire la convivenza e la socialita'" oltre he tutelare "i diritti e le liberta' delle donne".

In sostanza, questo divieto può essere considerato "necessario in una società democratica". Il Tribunale ha continuato a seguire la propria giurisprudenza cominciata nel 2014 con il caso della Francia: divieto simile in circostanze simili.

Le ricorrenti sono la cittadina belga Samia Belcacemi, 36 anni, e la cittadina marocchina Yamina Oussar, 44 anni, contro la legge del 2011 e la belga Fouzia Dakir che aveva impugnato il regolamento comunale. Belcacemi, residente nel quartiere di Schaerbeek a Bruxelles, era stata multata e aveva rischiato l'arresto. Ouassar, abitante a Liegi, aveva deciso di non uscire piu' di casa da quando era entrata in vigore la legge. Nel ricorso, la marocchina aveva sottolineato come il divieto avesse "cambiato profondamente la vita sociale e privata". 

Dakir, 40 anni e residente a Duson, indossa il velo integrale da quando aveva 16 anni e si opponeva al regolamento di tre municipalita': Pepinster, Dison e Verviers. In questo caso, pero', il Tribunale di Strasburgo ha condannato il Belgio perche' il Consiglio di Stato belga aveva applicato un "eccesso di formalismo" nel respingere il ricorso della donna e ha concesso per questo un indennizzo di 800 euro per costi legali.

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