Giovedì, 24 Giugno 2021
Politica

Più lavoro ma non per tutti: 71 mila occupati in più in un mese

Disoccupazione giovanile ai minimi dal 2012, ma su 300 mila nuovi contratti dal giugno 2015 264 mila sono stati firmati da chi ha più di 50 anni. Difficoltà per la fascia di età intermedia: 111 mila i trentenni che hanno perso il lavoro

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi

 A giugno è in aumento il numero degli occupati ma anche il tasso di disoccupazione è in risalita.  Questa la 'fotografia' del mercato del lavoro scattata dall'Istat. In particolare, lo scorso mese ci sono stati 71 mila occupati in più ma l'incremento riguarda essenzialmente i lavoratori che hanno scelto di intraprendere una attività da "indipendenti" mentre il numero dei dipendenti resta invariato.

Il tasso di occupazione, pari al 57,3%, aumenta di 0,1 punti rispetto a maggio confermanto la tendenza su base annua all'aumento del numero di occupati: +1,5%, pari a +329 mila. L'aumento degli occupati negli ultimi dodici mesi riguarda prevalentemente i lavoratori più anziani: Su 329mila occupati in più a giugno rispetto all'anno precedente, 264mila hanno più di 50 anni. L'Istat rileva che sono in aumento anche i lavoratori più giovani, con meno di 35 anni (175mila in più), mentre continuano le difficoltà per la fascia di età intermedia. Tra i 35 e i 39 anni gli occupati si riducono in un anno di 111 mila unità.

Dopo il calo di maggio (-0,8%) la stima dei disoccupati a giugno aumenta invece dello 0,9% (+27 mila) e colpisce sopratutto i lavoratori umini. Il tasso di disoccupazione passa quindi pari all'11,6%, in aumento di 0,1 punti percentuali su maggio. Cala invece a giugno il tasso di disoccupazione dei 15-24enni: la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi è stato pari al 36,5%, in calo di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente e ai minimi dall'ottobre 2012. Dal calcolo del tasso di disoccupazione sono per definizione esclusi i giovani inattivi, cioe' coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perche' impegnati negli studi. L'incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari al 9,8% (cioe' meno di un giovane su 10 e' disoccupato).

Soddisfazione viene espressa dal premier Matteo Renzi: "Fatti, non parole. Da febbraio 2014 a oggi, Istat certifica piu' 599mila posti di lavoro. Sono storie, vite, persone. Questo e' il #jobsact".

renzi poletti-4

"Sono soddisfatto: i risultati Istat mostrano un aumento di 71.000 posti di lavoro che diventano 600 mila da quando siamo al governo", ha detto dal canto suo il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. "Il tasso di occupazione, al 57,3%, è al livello massimo dal 2009. Il tasso di disoccupazione giovanile, ancora molto elevato, è ai minimi da ottobre 2012; quando abbiamo iniziato l’esperienza di governo l’avevamo trovato al 42,9% e oggi è al 36,5%, e cioè 6,4 punti percentuali in meno. Possiamo pensare che iniziano a vedersi i risultati delle politiche attivate, a cominciare da Garanzia Giovani".  

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