Sabato, 25 Settembre 2021
Missioni all'estero

L'Italia resta in Afghanistan: "E aumentano i soldati"

"La Nato - ha spiegato oggi il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi - aveva valutato che le forze di sicurezza afghane sarebbero state in grado di reagire alle sfide, ma hanno ancora dei limiti"

ROMA - La missione italiana in Afghanistan prosegue. E il contingente aumenterà di numero.

"Il governo ha deciso di rimodulare il rientro di alcune capacità del contingente dall'Afghanistan - ha detto oggi alla Camera il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi - e di aumentarne la consistenza numerica a fine 2015, in misura ritenuta idonea a compensare il rientro della parte del contingente spagnolo che era dedicata alla Force Protection".

Proprio due settimane fa il presidente del Consiglio Matteo Renzi aveva detto, durante un discorso all'Università di Venezia, che il governo stava valutando se "prolungare un altro anno la presenza dei militari nel Paese, come chiesto dall'amministrazione americana". Detto, fatto. Oggi il sottosegretario Rossi ha risposto a un'interpellanza urgente di Massimo Artini (gruppo Misto-Alternativa Libera), sottolineando che "l'Italia, da molti anni presente in Afghanistan in una missione che ha senza dubbio garantito, rispetto alle condizioni del passato, un più elevato livello di sicurezza, partecipazione democratica e progresso sociale ed economico del Paese sta completando il processo di valutazione tecnica e politica relativo all'ipotesi di proseguire nel proprio impegno".

DECISIONE IN PARLAMENTO - "Dall'esito di tali valutazioni - ha proseguito Rossi - il governo informerà tempestivamente il Parlamento, così come sempre avvenuto, per consentirgli di poter esercitare le prerogative di competenza. L'eventuale disponibilità del Paese a continuare la missione dovrà comunque tenere conto delle valutazioni e delle decisioni che saranno collegialmente prese in ambito Nato fin dai prossimi incontri. Solo in tale sede, infatti, sarà possibile valutare e pianificare le esigenze da soddisfare e le misure più opportune da adottare da un punto di vista operativo e, soltanto in conformità a tali valutazioni, anche l'Italia potrà meglio individuare il contributo da rendere disponibile. Ogni soluzione, comunque, terrà conto delle sempre prioritarie esigenze di tutela della sicurezza dei nostri uomini".
 

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