Venerdì, 5 Marzo 2021
Crisi di governo

Le capriole di Italia Viva: Boschi e Bonetti lanciano l'operazione "ricucitura"

"Italia Viva oggi non è all'opposizione e che starà all'opposizione è tutto da stabilire" afferma la ministra dimissionaria mentre MEB rilancia: "Si riparta dal perimetro dell'attuale maggioranza"

"Italia Viva oggi non è all'opposizione e che starà all'opposizione è tutto da stabilire...". È quanto afferma la ministra dimissionaria Elena Bonetti, intervenento a 'Omnibus' su La7 a proposito dell'apertura della crisi di Governo.

"Intanto, bisognerà vedere se si arriverà ai numeri sufficienti martedì al Senato. Credo che il processo democratico stabilirà poi una proposta di Governo e su quella base, con chi la costruirà, si definirà una maggioranza e una opposizione", spiega. In questo momento, assicura Bonetti, "Iv non si sta certo ponendo come forza di opposizione, stiamo invece di nuovo sollecitando una responsabilità ed è forse l'ultimo appello per l'Italia affinché chi ha responsabilità istituzionali e politiche si assuma la responsabilità di dare risposte ai cittadini. In gioco, c'è il futuro dell'Italia". 

"Se il presidente del Consiglio voleva aprire un tavolo, più che annunciarlo per strada, la cosa migliore può alzare il telefono o mandare una mail o scrivere un messaggio per convocare il tavolo". Ma, prosegue Bonetti, "nel momento in cui si annuncia o con un post su Facebook o per strada la convocazione di un tavolo politico e non si fa conseguire la reale convocazione di questo tavolo, significa che si sta scegliendo un processo di dialogo con il Paese fatto di annunci ma poi i processi democratici del confronto non si intende portarli avanti"

L'intervento segue una intervista pubblicata da Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Italia Viva, che conversando con il Messaggero lancia un messaggio a Conte: "La quota 161 per la maggioranza al Senato è irraggiungibile".

"I numeri non ci sono. Prima ne prendono atto, prima possiamo iniziare a costruire il futuro. La maggioranza deve fermarsi: per due giorni Palazzo Chigi ha fatto sapere ai giornali che la partita era chiusa. Adesso tutti si rendono conto che non è così"

Boschi fa riferimento al fallimento dell'operazione "costruttori": infatti dopo tre giorni di trattative l'Udc si è sfilata dall'operazione, mettendo in pericolo anche il gruppo Maie-Italia 23 mentre persino Clemente Mastella annuncia di avere l'intenzione di chiamarsi fuori. Per il premier Conte ora si apre l'opzione di presentarsi dimissionario al confronto parlamentare.

Boschi sulla crisi aperta da Iv, spiega: "Abbiamo aperto questa crisi sui soldi alla sanità, sulla visione del Paese, sui posti dilavoro. Non sui sottosegretari. Se la maggioranza vuole parlare di questi temi, noi ci siamo come abbiamo sempre detto. Devono fermarsi nella loro vana caccia ai responsabili e tornare a confrontarsi sulle proposte che abbiamo fatto"

"Spero che si riparta dal perimetro dell'attuale maggioranza. Ma senza Italia Viva i numeri non ci sono. E oggi lo hanno visto con chiarezza anche Cinque Stelle e Pd".

L'ultima offerta di Renzi a Conte

Ma è possibile ricomporre lo strappo? Il ministro del Sud Giuseppe Provenzano in un'intervista a Il Messaggero sembra chiudere la porta ad ogni possibile compromesso: Con Renzi dice c'è "una frattura non più componibile".

"Non c'è più spazio per trattative estenuanti e irrispettose verso i cittadini". Renzi, "ma non solo lui, è convinto di poter giocare a poker sulle sorti del Paese. E' sbagliatissimo". In Parlamento vedremo "se c'è la fiducia. Sennò, si prende atto. Noi facciamo di tutto per evitare l'esito elettorale, ma il rischio esiste". 

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