Renzi, tornare al centro della scena è una missione (quasi) impossibile

Matteo Renzi sostiene in parlamento l'esecutivo, ma per far parlare di Italia Viva deve pungolare quotidianamente il governo su giornali, social e tv. I sondaggi non lo premiano più e se si tornasse alle urne il rischio di un ulteriore ridimensionamento è concreto

Matteo Renzi (Ansa)

L'ultima sferzata al governo è di sole 24 ore fa. Matteo Renzi e Italia Viva sostengono in parlamento l'esecutivo guidato da Giuseppe Conte, ma la sensazione che sia un sostegno condizionato, fragile, non passa (e probabilmente mai passerà). "La Legge di Bilancio ha evitato l'aumento dell'Iva. E dunque è un passo in avanti. Considero poi positive le misure su sanità e famiglia. Ancora c'è da lavorare per evitare qualche microbalzello che sembra più una impuntatura ideologica che non una reale necessità. Ma il punto è che non basta. Come sanno gli economisti, le previsioni segnano burrasca in arrivo. E dobbiamo essere capaci di rilanciare subito" diceva ieri l'ex premier in un'intervista alla Stampa.

Italia Viva, perché Renzi "pungola" il governo Conte su tutti i temi

Renzi in questa fase delicata ha bisogno di rilanciare e far parlare quotidianamente di sé e di Italia Viva (le due entità sembrano coincidere). Iv è il partito più personale dell'arco parlamentare oggi come oggi, composto com'è soprattutto da fedelissimi della prima ora. Anche la Lega del 2019 "è Salvini", ma il Carroccio dispone di un'organizzazione diffusa sul territorio e di una classe politica sperimentata, a livello centrale e locale. Italia Viva no, non ancora, a parte alcuni capaci amministratori locali. Renzi non ha altra scelta, per non essere marginale nel dibattito pubblico, che quella di pungolare su tv, social e giornali su tutti i temi possibili il governo di cui è stato il più convinto promotore e il primo sostenitore solo tre mesi fa. 

Non può non balzare agli occhi la contraddizione insita nel criticare aspramente l'esecutivo, come se Italia Viva non facesse in tutto e per tutto parte della maggioranza. Matteo Renzi usa lo stesso metodo da sempre secondo il giornalista del Foglio David Allegranti, che racconta le mosse dell'ex segretario del Pd sin dagli albori : "Oggi ha il 5 per cento ma si muove come se avesse il 30. Una tecnica sperimentata già quando era giovanissimo segretario del Ppi e della Margherita a Firenze nei confronti dei Ds; ai tempi i rapporti di forza erano nettamente sbilanciati a favore dei secondi. Renzi ha sempre usato una posizione di minoranza come grimaldello per passare alla fase successiva, finché a un certo punto è diventato maggioranza" commenta nella sua newsletter.

Renzi, missione quasi impossibile: Italia Viva non cresce più nei sondaggi

L'ambizione di Renzi non è un segreto, e la strategia ha funzionato in passato portandolo fino a Palazzo Chigi; ma la missione di ridiventare centrale nella politica italiana appare ardua anche per un animale politico come lui. Secondo l'ultimo sondaggio realizzato dall'Ipsos di Nando Pagnoncelli addirittura il 42% degli italiani intervistati pensa che l'agire di Renzi favorisca l'opposizione. Soltanto il 27% degli interpellati pensa che l'ex premier stia dando realmente una mano al governo giallorosso di Pd e Movimento 5 Stelle. Il giudizio non è lusinghiero, e il dato è negativo anche per il partito: Italia Viva è ferma al 5,8%. Di fatto il partito renziano oggi è la sesta forza politica italiana, dietro anche a Forza Italia, lontanissimo da quella doppia cifra che rappresenta l’obiettivo a breve-medio termine del suo fondatore. 

L'identità e le prospettive del partito renziano sono in divenire, ma saranno come sempre i numeri e la realtà a fare chiarezza. Cinquanta parlamentari e cento sindaci con Italia Viva entro la fine del 2019, Renzi ha esposto chiaramente gli obiettivi (non impossibili da raggiungere). Tra poco più di un mese sarà già tempo di primi bilanci. Lo scenario di una pattuglia di 50 parlamentari che quotidianamente "fanno opposizione" dall'interno della maggioranza, mascherando da proposte le critiche, non può fare stare sereno Giuseppe Conte. L'ex sindaco di Firenze, come sempre, va di fretta: pensare che Iv sosterrà senza strappi questo governo fino alla naturale scadenza della legislatura nel 2023 è arduo. Allo stesso tempo, se il governo cadesse e si andasse a elezioni politiche nei primi mesi del 2020, Italia Viva rischia di uscire ridimensionata secondo tutti i sondaggi. 

Un equilibrio sottile, Renzi cammina sul filo: sa che gli equilibristi balzano all'occhio e attirano l'attenzione. Stavolta però il rischio di cadere e farsi (politicamente, s'intende) male è concreto. 

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matteo renzi ansa-4

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