Mercoledì, 3 Marzo 2021
Politica

Italiani "scrocconi": il Der Spiegel fa a pezzi il nuovo governo

Il settimanale tedesco spara a zero contro Draghi e il governo gialloverde: "L'Italia non è un Paese povero"

Il presidente incaricato Giuseppe Conte a colloquio con Mattarella

Il magazine tedesco Der Spiegel spara ad alzo zero contro il nuovo governo, un esecutivo - scrive il settimanale - che "promette agli italiani il paradiso in terra: meno tasse, pensioni anticipate e un reddito di base universale", misure che sottolinea il giornalista costano secondo varie stime dai 100 ai 125 miliardi di euro.

Il problema è che l'Italia vuole far pagare il conto ai vicini anche se "non è un paese povero". Anzi. "Il nord del Paese è una delle regioni più ricche del mondo" e "l'Italia potrebbe ripianare i propri debiti da sola se il governo decidesse di coinvolgere seriamente i propri cittadini nel ripristino del bilancio dello Stato".

Insomma, come viene messo in evidenza nel titolo, gli italiani si comportano da "scrocconi" il cui unico anelito è continuare a vivere al di sopra delle proprie possibilità. E pazienza se i conti pubblici vanno a ramengo. 

Nell’articolo viene rimarcato il fatto che la prima versione del contratto stipulato fra Lega e M5S prevedeva di chiedere alla Bce il condono di 250 miliardi di debiti (proposta che però non compare nell’ultima versione del programma).

L'uomo "che ha fornito l'arma" che ora viene puntata verso i vicini "siede a Francoforte", nota l'articolo prendendo di mira Mario Draghi con il suo "whatever it takes". "Ora la Bce non ha altra scelta che continuare questa politica perché ogni rialzo dei tassi d'interesse porterebbe l'Italia all'insolvenza".

Per il settimanale si tratta di una sorta di "ricatto". Perché se gli italiani non rispetteranno i loro obblighi di pagamento,"l'euro finirà e la Germania avrà perso i soldi impegnati per salvarlo".

"Trovo indecente imporre il costo delle proprie decisioni politiche agli altri.. questo difficilmente si concilia con il mio concetto di democrazia", incalza il giornalista.

"Chi vuol essere considerato uno scroccone?", si chiede ancora il settimanale, secondo il quale gli italiani sembrano "aver superato questa forma di orgoglio nazionale".

           
           
          
           
          

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