Sabato, 15 Maggio 2021
Italia

Tutti chiedono il "voto subito" ma a settembre i parlamentari avranno la pensione

Dopo la sentenza della Consulta sull'Italicum M5s, Lega e FdI chiedono di votare. Grillo è certo: "No ad alleanze, puntiamo al 40%". Più cauta Forza Italia che chiede una nuova legge elettorale. Il Pd, sempre più spaccato, chiede il ritorno al Mattarellum

Al voto subito? Difficile ma non impossibile: dopo la sentenza della Consulta che ha bocciato buona parte dell'impianto rivoluzionario dell'Italicum è necessario infatti un passaggio in Parlamento per armonizzare le due legge elettorali che ad oggi sovraintendono alla elezione di deputati e senatori, i primi nominati da una legge maggioritaria riscritta oggi dai giudici della Suprema Corte, i secondi da un impianto proporzionale esito del consultellum come da sentenza della stessa Corte del gennaio 2014.

L'unico partito in grado di raggiungere il 40 per cento e accedere così al premio di maggioranza che consente di governare da soli sono i Cinque Stelle. Questo se si sceglierà di andare al voto con l'Italicum modificato dalla Corte Costituzionale, ma le strade da seguire sono due: andare a votare con le leggi che ci sono per il Senato e la Camera o convergere sul Mattarellum, la proposta del Partito Democratico sul tavolo.

Grillo vede il M5s al 40% (e il premio di maggioranza)

"Non faremo alleanze con nessuno". Beppe Grillo festeggia la sentenza della Corte Costituzionale che boccia solo parzialmente l'Italicum: "Ora c'è una legge elettorale costituzionale e pronta all'uso per il voto subito. Il Legalicum per ora è valido solo alla Camera, al Senato c'è ancora il vecchio Consultellum. La nostra proposta, fin dal giorno della vittoria del NO al referendum, è sempre la stessa: applichiamo il Legalicum al Senato con i dovuti correttivi e andiamo a votare subito. C'è una proposta di legge del Movimento 5 Stelle già depositata in Parlamento, chi non la voterà lo fa perché vuole intascarsi la pensione a settembre, dopo appena quattro anni e mezzo di lavoro"

Dal M5s duro Alessandro Di Battista, che affida a Twitter il suo commento alla sentenza: "Matteo Renzi e Maria Elena Boschi la legge che 'doveva copiarci mezza Europa' è in gran parte incostituzionale. Vergognatevi e ritiratevi".

Salvini e Meloni chiamano alla piazza: "Al voto subito"

"Non ci sono più scuse: parola agli italiani" Matteo Salvini sollecita subito il popolo leghista su twitter mentre Roberto Calderoli mette in risalto alcuni punti oscuri. "In attesa di leggere le motivazioni della Consulta - afferma il padre dell'ultima legge elettorale, il cosiddetto Porcellum - il dato che emerge è che la pronuncia sulla legge elettorale, pur non condividendo il mantenimento del premio di maggioranza e i 100 capilista bloccati per ogni partito e pur rilevando la dissonanza rispetto al sistema del Senato, in quanto alla Camera è prevista la presentazione di una lista mentre al Senato è prevista una coalizione di liste, con una disarmonia degli sbarramenti, è autoapplicabile e pertanto mette il Paese nelle condizioni di tornare subito al voto come da noi auspicato".  

Di voto subito parla anche il leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni: "Ora che abbiamo anche una legge elettorale non ci sono più scuse: sabato 28 gennaio tutti in piazza a Roma per chiedere elezioni subito". 

Forza Italia guida la carica dei moderati: "Nuova legge"

Ad un passaggio in Parlamento si affida invece Forza Italia che suggerisce di aspettare le motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale e lavorare in aula affinchè Camera e Senato possano essere eletti con due sistemi elettorali omogenei. "Se viene cancellato definitivamente il ballottaggio, bandiera di Renzi e del renzismo - osserva Forza Italia - per la Consulta resta il premio di maggioranza (alla lista), resistono i capilista bloccati e le pluricandidature; viene però esclusa la possibilità per il pluricandidato di scegliere a suo piacere il collegio di elezione. In caso di pluricandidature il luogo di elezione sarà determinato mediate sorteggio".

"Aveva ragione il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: la totale difformità tra il sistema elettorale della Camera dei deputati (come disegnato oggi dalla Consulta) e quello del Senato della Repubblica (il cosiddetto 'Consultellum' della sentenza della Corte del gennaio 2014) necessita un deciso intervento parlamentare per armonizzare i due sistemi di voto. Ad oggi, infatti, il premio di maggioranza è previsto per la sola Camera dei deputati e non per il Senato della Repubblica. Inoltre a Montecitorio, proprio per il premio di maggioranza, si incentivano le liste; a Palazzo Madama, invece, si incentivano le coalizioni, con soglie di sbarramento più basse per ottenere i seggi in caso di accordo tra più liste. Altra rilevante divergenza: alla Camera ci sono i capilista bloccati, al Senato no".

Per il senatore di Forza Italia, Altero Matteoli "Per andare al voto in modo ordinato, sarà ora necessario procedere all'approvazione di una legge elettorale che tenga nel dovuto conto dei paletti stabiliti oggi dalla Consulta"

Il Pd rilancia il vecchio "Mattarellum"

Dal Pd, nel giorno della bocciatura del "renzismo", il capogruppo alla Camera, Ettore Rosato rilancia il Mattarellum. "L'Italicum è stato smontato anche dal punto di vista costituzionale, dopo che sul piano politico era già stato rottamato il 4 dicembre con la vittoria del No al referendum - dichiara l'esponente della minoranza Pd Miguel Gotor - Quanti in questi due anni hanno sostenuto che sarebbe stata una legge che tutta l'Europa ci avrebbe invidiato e hanno imposto la fiducia al Parlamento, almeno questa sera dovrebbero avere il buon gusto di tacere".

Perchè Renzi punta tutto sulla legge "del Quirinale"

La vera partita politica si giocherà sulle "elezioni da convocare il prima possibile". "Basta una legge fatta da un solo articolo per tornare al Mattarellum", ha sottolineato Renzi, consapevole che la legge del 1993 che porta la firma del presidente della Repubblica raccoglie vasti consensi anche nelle altre forze del Parlamento.




 

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