Mercoledì, 17 Luglio 2024
L'intervista

"Lo ius scholae è un cavallo di Troia per impedire l’espulsione degli irregolari"

Sui social ha fatto discutere l'intervento in Aula della deputata Augusta Montaruli (Fratelli d’Italia), che, riferendosi alla sinistra, ha parlato di "forze politiche che portano la droga in strada". Montaruli spiega a Today il senso di quelle parole. "Video strumentale per ingannare". L'intervista

Dopo la discussione in Aula alla Camera sullo ius scholae, impazza sui social il video dell’intervento della deputata Augusta Montaruli, di Fratelli d’Italia, che ha detto: "I bambini che ci guardano non sono contenti di vedere che lo ius scholae è portato avanti dalle forze politiche che regalano la droga per le strade". La frase ha provocato reazioni di ogni genere, dall’ilarità fino allo sgomento. Ma la deputata ritiene quei pochi secondi, estrapolati dal contesto e da tutto il resto della discussione parlamentare, un modo per attaccare le sue ragioni e, direttamente a Today, spiega il senso di quelle parole, che non rinnega. 

Onorevole allora, "la sinistra che regala la droga nelle strade", l’ha detto un po' grossa no?
"Intanto non ho parlato di partiti, ma di forze politiche e poi non è un mistero che ci siano delle forze politiche, che si trovano a sostegno di questo disegno di legge, che in passato hanno fatto iniziative provocatorie come quella che ho spiegato". 

Cioè lei quando parlava di forze politiche che regalano la droga si riferiva alle manifestazioni antiproibizioniste. 
"Ci sono state iniziative forti in passato a sostegno della legalizzazione e penso anche che fossero fatte con orgoglio da quelle forze politiche. Per carità, legittime, ma che io non condivido. Non credo di aver detto niente di diverso dalla verità". 

Quindi parlava di movimenti come i Radicali di Pannella che in passato hanno distribuito cannabis durante i comizi elettorali?
"Io non voglio fare nomi in particolare. Si sa che in Italia per anni e non solo una volta si è cercato di portare avanti il tema della legalizzazione della droga perché la cannabis mi risulta essere ancora una droga. Mi stupisco anche di chi attacca perché lo fa mi risulta essere a favore della legalizzazione. E’ ovvio che non ritenevo che i partiti scendessero nelle strade a regalare droga".

Però il video che gira sui social è chiaro. 
"Chi ha pubblicato quel video sui social, tra l’altro con un taglia e incolla, lo ha fatto strumentalmente per trarre in inganno. Poi lo prendo per quello che è: io sono una persona esposta, sono una parlamentare. Come vengo apprezzata, vengo anche criticata, non mi faccio rovinare le giornate. Poi certo, quando si scade, tirando in ballo la mia condizione di salute o i miei genitori, dà la misura dell’intelligenza delle persone che criticano". 

Molta ironia è stata fatta sulla frase "i bambini ci guardano". 
"Vada a vedere l’intervento precedente al mio e scoprirà che il collega Gennaro Migliore ha chiuso l’intervento dicendo che i bambini ci guardano. Per cui inizio il mio intervento anche a critica di quella frase, tanto che mi chiedo che problema abbia la sinistra con i bambini. Quindi danno dell’ignorante a me, quando ignorano tutto quello che è stato detto durante la discussione in Aula". 

Lei poi si rivolge alle famiglie straniere, che dovrebbero "aprire gli occhi" di fronte al fatto che gli stessi che parlano di ius scholae sono gli stessi delle legalizzazioni. Ma qual è il nesso?
"Io ritengo che il provvedimento sulla cannabis sia uno schiaffo alle periferie, dove c’è grandissima concentrazione di spaccio, con la parte dedicata alle condotte di lieve entità. Di fatto vi è un rafforzamento dell’impunità del piccolo spaccio. Di conseguenza, quelle famiglie straniere che vivono nei quartieri periferici soffrono come gli italiani il connazionale che cede alla criminalità e si determina una discriminazione all’incontrario proprio rispetto quelle famiglie straniere. Siccome io nelle periferie ci sono, so che i primi a non volere i loro connazionali che cedono a questi atti illegali, sono proprio gli stranieri". 

Cosa c’entra lo ius scolae?
"Quelle famiglie hanno fatto un percorso autentico per integrarsi e hanno faticato. Con lo ius scholae si consentirà a molte persone che dovrebbero essere espulse, di non poter più essere espulse perché, secondo la nostra legislazione, un parente fino al quarto grado di un italiano non può essere espulso. Per cui si usano i bambini per consentire agevolare una modalità che protegge gli adulti che sbagliano. Questo è un insulto a chi è nato e cresciuto qua, che ha fatto tutto il percorso, è arrivato a 18 anni e ha ottenuto la cittadinanza".

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Quindi lei vede lo ius scholae come cavallo di Troia per bloccare le espulsioni degli irregolari?
"Certo, certo. Qualunque tipo di espulsione sia. Tra l’altro non è neanche uno ius scholae perché non prevede la scuola dell’obbligo. La Pdl parla di cinque anni di uno dei cicli scolatici o un corso di formazione. Il percorso scolastico non è tenuto minimamente in considerazione. Bastano cinque anni, tra l’altro a prescindere dal merito, a far diventare un ragazzo cittadino italiano".

Come tenterete di fermare lo ius scholae?
"Ripresentando gli emendamenti di merito di Fratelli d’Italia, che prevedono la scuola dell’obbligo per esempio. La sinistra non ha voluto discuterli". 

Quindi cosa cambiare dello ius scholae?
"Non è una proposta da discutere in questo periodo infatti abbiamo chiesto di espellerla dal calendario perché oggi le nostre preoccupazioni sono rivolte ad altri". 

Sentiamo sempre dire che non è mai il momento. 
"Sì, lo ha sentito sempre ma questa è una legislatura arrivata a non so quante votazioni di fiducia è arrivata perché c’era l’urgenza do votare altri provvedimenti". 


 

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