Venerdì, 15 Ottobre 2021
Politica Italia

Ius soli addio, per la legge sulla cittadinanza non c'è più tempo né voti

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro certifica la fine del percorso parlamentare del disegno di legge, portabandiera elettorale del Pd ma arenato in Senato dopo il sì della Camera: "Senza Ap mancano 30 voti, anche con la fiducia"

I voti sullo Ius soli allo stato “non ci sono”, anzi per la precisione “mancano 30 voti, se Ap non ci sta” e nemmeno porre la fiducia, come chiesto da Matteo Orfini, risolverebbe il problema. Anna Finocchiaro, ministro per i Rapporti con il Parlamento, lo ha spiegato ai giornalisti alla Camera. “Non è che se mettiamo la fiducia escono fuori i voti. Se mancano 30 voti, mancano 30 voti, anche con la fiducia. Peraltro, Ap ha detto che in Consiglio dei ministri non darà l’ok a porre la fiducia…”.

D’altro canto, ha aggiunto, “la posizione del presidente del Consiglio, del Pd del governo è nota, l’abbiamo fatta uscire più volte”, ed è favorevole allo Ius soli. Per provare ad approvare la legge, allora, “bisogna cercare i voti con la politica, con il compromesso. Non è eroico, ma è l’unica strada possibile”.

"Al #Senato in capigruppo @SenatoriPD prendono atto che #IusSoli non ha i numeri. Vince il no di @forza_italia a una legge assurda". Così su Twitter il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri.

Salvini: "No allo Ius soli vittoria della Lega"

“La capigruppo oggi al Senato ha definitivamente bocciato lo ius soli. È una vittoria della Lega, dei cittadini e di tutti gli immigrati regolari e di buon senso. La cittadinanza non si regala, l’integrazione non è un biglietto per il luna park. Se ne facciano una ragione i buonisti e alcuni amici d’Oltretevere”. Così il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini.

L'ira dei senatori Pd: "Traditi gli elettori"

"Quando, nel 2013, sono stato candidato al Senato per il Pd nel programma della coalizione e nel discorso pubblico di Pierluigi Bersani la riforma della cittadinanza per i minori stranieri nati in Italia stava tra i primissimi obiettivi. Proprio tra i primissimi. Su questo abbiamo condotto la campagna elettorale". Ricorda il senatore del Partito democratico Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti umani a Palazzo Madama. 

"Poi, nel corso di questa tormentata legislatura, è accaduto che i successivi governi chiedessero la fiducia all'aula del Senato per ben 61 volte, sulle piu' diverse questioni. Quasi sempre, ho pronunciato il mio sì. Ora, a sei mesi dalla fine della legislatura, mi chiedo come mai non venga messa la fiducia su un provvedimento ripetutamente definito "irrinunciabile" dal governo e dal Pd; e considerato "giusto" - bonta' sua - persino dal nostro erratico e ondivago Ministro degli Esteri. Insomma, il governo chieda la fiducia su questo provvedimento e lasci un segno - democratico e liberale - su una legislatura sfilacciata e malmostosa", conclude Manconi. 

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