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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Politica

Perché la cittadinanza agita il governo Pd-M5s

Ius soli e Ius culturae, è scontro nel governo. Chi aveva pensato che quella Pd-M5s fosse una maggioranza con un'agenda di centrosinistra farebbe bene a ricredersi. Di Maio attacca: "C’è mezzo paese sott'acqua e uno pensa allo ius soli? Siamo sconcertati"

Si riaccende lo scontro nel governo. "Chiederemo con i gruppi parlamentari che si mettano in agenda lo ius culturae e lo ius soli come scelta di campo del Pd". Lo ha detto Nicola Zingaretti a Tutta un'altra storia. Le parole del segretario del Partito democratico non sono passate inosservate.

“C’è mezzo paese sott’acqua e uno pensa allo ius soli? Siamo sconcertati. Preoccupiamoci delle famiglie in difficoltà, del lavoro, delle imprese. Pensiamo al paese, già abbiamo avuto uno che per un anno e mezzo ha fatto solo campagna elettorale. Noi vogliamo pensare a lavorare", sottolineano fonti M5s. Non è il caso di sorprendersi: il Movimento 5 stelle non ha posizioni progressiste su questo argomento.

Ius culturae e Ius soli, Pd riapre il dibattito

"A molti esponenti dei 5Stelle sembrerà impossibile. Ma noi riusciamo a pensare anche due cose nello stessa giornata", dice il vicesegretario Pd, Andrea Orlando, replicando agli alleati di governo. "Si parla di Ius soli mentre c’è il maltempo che flagella l’Italia e il futuro di undicimila lavoratori a Taranto, sono sconcertato", interviene Luigi Di Maio, all’arrivo all’Hotel mediterranea di Salerno, a conclusione del suo tour campano. "Non siamo a governo per lanciare slogan o fare campagna elettorale", dice.

L'opposizione attraverso Matteo Salvini, su Twitter, annuncia: "Siamo pronti a dare battaglia, dentro e fuori il Parlamento, per fermare lo Ius Soli ed evitare che si cambino i Decreti Sicurezza".

Il dibattito sullo Ius culturae è già terminato in un nulla di fatto meno di due mesi fa. Lo Ius culturae condiziona la richiesta di cittadinanza all'aver superato con successo almeno un ciclo scolastico in Italia. Chi aveva pensato che quella Pd-M5s fosse una maggioranza con un'agenda di centrosinistra farebbe bene a ricredersi. Basta dare uno sguardo ai social in queste ore. Su molte pagine non ufficiali affini al Movimento 5 stelle non mancano foto e post con le parole di Di Maio che attacca il Pd sui migranti.

Cittadinanza, il Movimento 5 stelle è contrario a qualsiasi apertura

Nel dibattito su Ius culturae e Ius soli in tanti immettono nel calderone delle polemiche informazioni parziali, ad esempio sostenendo che l’Italia sia tra i primi paesi UE per concessioni. Ma la realtà "è che fino a poco prima non l’avevamo concessa quasi a nessuno", spiegava qualche tempo fa su Twitter Matteo Villa di Ispi

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"Per stabilire se uno straniero possa diventare cittadino italiano, la legge utilizza soprattutto un criterio temporale. Implicito c’è una sorta di “sconto”, a seconda delle caratteristiche personali. Si scende da 10 anni di residenza a 1" scrive Villa

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"Ma se sei minore, paradossalmente, il rapporto si inverte. Dovendo attendere la maggiore età, se arrivi in Italia a 8 anni, ne aspetti 10. Come chi arriva in Italia già maggiorenne. Se nasci in Italia, devi aspettare 18 anni. È ragionevole?".

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Domande e temi che hanno grossa pobabilità di restare marginali oggi come oggi con questa maggioranza al governo: il Movimento 5 stelle, prima forza politica in parlamento, è contrario a qualsiasi forma di apertura sul tema della cittadinanza. Chi ipotizzava un solco ideologico tra governo gialloverde e quello giallorosso si scontra con la realtà.

Aperture arrivano invece da Più Europa. "Bene la richiesta del Pd sullo Ius culturae, ora vada fino in fondo: più integrazione serve a tutti.
Come la cancellazione dei decreti sicurezza, servirebbe a segnare finalmente una discontinuità tra Conte1 e bis. Più Europa su questo c`è". Lo scrive su Twitter il segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova.

Ius soli e ius culture: di che cosa si tratta

Ius soli, dal latino 'diritto del suolo' è un'espressione giuridica che intende l'acquisizione della cittadinanza come conseguenza del fatto giuridico di essere nati sul territorio di un dato Paese, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori. Lo ius sanguinis ('diritto del sangue'), indica invece la trasmissione della cittadinanza dal genitore alla prole (ad esempio, il figlio di un italiano è italiano). Lo ius cultarae, invece, prevede che può ottenere la cittadinanza il minore straniero, nato in Italia o entrato nel nostro Paese entro il 12esimo anno di età, purché abbia frequentato regolarmente per almeno cinque anni uno o più cicli di studio o seguito percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali per conseguire una qualifica professionale.

In base alla legge 91 del 1992, chi è nato in Italia da genitori stranieri può diventare cittadino italiano al compimento dei 18 anni, a condizione che abbia mantenuto costantemente la residenza in Italia dalla nascita. Nel nostro Paese lo ius soli si applica anche in due casi eccezionali: per nascita sul territorio italiano da genitori ignoti o apolidi o impossibilitati a trasmettere al soggetto la propria cittadinanza secondo la legge dello Stato di provenienza, oppure se il soggetto è figlio di ignoti ed è trovato nel territorio italiano.

Quasi tutti i paesi del continente americano applicano lo ius soli in modo automatico e senza condizioni, come gli Stati Uniti, il Canada e quasi tutta l'America meridionale. In Europa viene concessa la cittadinanza per ius soli (per esempio Francia, Portogallo, Spagna, Regno Unito e Germania) con qualche condizione. In Francia, ad esempio, il nato in territorio francese da genitori stranieri può ottenere la cittadinanza facendone richiesta purché sia vissuto stabilmente sul territorio dello Stato per almeno 5 anni. In Germania, vale di base lo ius sanguinis ma chi nasce nel territorio tedesco da genitori extracomunitari può diventare cittadino tedesco se uno dei due genitori ha il permesso di soggiorno da almeno tre anni e vive in Germania da otto.

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