Domenica, 9 Maggio 2021

Ius Soli, storia di una legge mancata (e tormentata)

Nel 2013 fu il M5Stelle a presentare una proposta di legge sullo ius soli. A dicembre 2017 la mancata approvazione, ora argomento per la campagna elettorale

Approvata solo in un ramo del Parlamento, alla Camera, la legge sullo ius soli ha vissuto il suo momento di massima visibilità negli ultimi mesi del 2017, con polemiche e dibattiti e non poche strumentalizzazioni politiche. Può essere giudicata una buona o una pessima legge, ma quello che è riconosciuto da tutti è che il dibattito sul diritto di cittadinanza è stato viziato, in questi mesi, dagli sbarchi migranti sulle cose italiane e lo stop al provvedimento.

Cosa prevede la proposta sullo Ius Soli

Su questo provvedimento molte sono state le prese di posizione, ma quando parliamo di ius soli esattamente di cosa parliamo? Volendo semplificare possiamo dire che è una legge rivolta a ragazzi e ragazze nati in Italia da genitori stranieri, arrivati prima del compimento del dodicesimo anno di età che abbiano alcuni requisiti, tra i quali: la frequenza scolastica e il possesso da parte di almeno un genitore del permesso di soggiorno Ue di lunga durata. Un riconoscimento di cittadinanza, dunque, che punta sul radicamento della famiglia e del minore in Italia. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni quest’estate era intervenuto provando ad accelerarne l’approvazione e chiedendo alle forze politiche di “non sovrapporre il problema degli sbarchi degli immigrati all’approvazione dello ius soli”.

Perché la legge sullo Ius Soli non è stata approvata?

Dopo aver contrastato Lega e centrodestra, contrari alla legge, e aver accusato i 5 Stelle di affossare la legge al Senato, il governo ha deciso di lasciare che il dibattito e l'eventuale approvazione avvengano nella prossima legislatura, quella che si aprirà dopo il voto del 4 marzo. Sin dall'inizio, Lega e centrodestra, hanno coniugato ius soli con il tema degli sbarchi e della sicurezza. Il Pd ha provato a capire se ci fosse spazio per chiedere al governo di porre la 'fiducia' sul testo. Ma Alleanza Popolare, che aveva precedentemente votato a favore del provvedimento, ha deciso di mettere un improvviso veto, sostenendo che i suoi ministri non avrebbero mai dato il proprio placet al voto di fiducia, in piena sintonia, dunque, con l’intero centrodestra. Sul fronte opposto Pier Luigi Bersani e le forze a sinistra del Pd hanno, invece, chiesto al governo un impegno tangibile sullo ius soli temperato, con la minaccia di togliere il sostegno fino a quel momento garantito. Quando lo ius soli è arrivato finalmente al Senato, nel dicembre 2017, i 5stelle hanno abbandonato l’Aula e definito il confronto «una messa in scena», sostenendo che «si è strumentalizzato per tutta la legislatura un tema importante come lo ius soli, che va affrontato a livello europeo». Un dietrofront giudicato strumentale dal Pd.

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