Martedì, 20 Aprile 2021

"Alcuni ministri italiani sono dei bugiardi": l'attacco di Juncker al governo Lega-M5s

Il presidente della Commissione europea contro il governo: "Il sostegno europeo all'Italia è di 130 miliardi. Esiste un solo italiano che lo sappia? No, perché un certo numero di ministri italiani dice esattamente il contrario". Di Maio però non alimenta le polemiche

Parole destinate a suscitare reazioni da parte del governo Lega-Movimento 5 stelle. Inevitabile, anche se Luigi Di Maio ha subito tentato di abbassare i toni.  "Alcuni ministri italiani sono dei bugiardi, quando non rivelano le somme destinate all'Italia dall'Unione europea": lo ha detto il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, nel corso di un'intervista a EuranetPlus, un network radiofonico europeo. Ieri Juncker, al termine di un meeting bilaterale con il premier Giuseppe Conte, aveva invece detto che "tra Italia e Commissione Ue è grande amore, con tutti i ministri italiani".

"Sono stato in Italia negli ultimi due giorni - ha spiegato in serata Juncker - e ho constatato sul posto che sono molti gli italiani che pensano che l'Europa non faccia abbastanza per aiutare l'Italia, cosa che mi dispiace".

Juncker: "Abbiamo dato 130 miliardi all'Italia, ma nessuno lo dice"

A sostegno delle sue tesi, il presidente della commissione europea ha elencato una serie di dati: "Bisogna sapere - ha detto a radio Euranet plus - che da quando ci sono io abbiamo dato 130 miliardi all'Italia: con il piano Juncker 63,3 miliardi, fondi strutturali per rinvigorire l'economia italiana per più di 44 miliardi. In tutto il sostegno europeo all'Italia è di 130 miliardi. Esiste un solo italiano che lo sappia? No, perché un certo numero di ministri italiani dice esattamente il contrario, sono dei bugiardi, dei bugiardi".

Quella di ieri è stata l’ultima visita ufficiale a Roma di Juncker nelle vesti di numero uno dell’Unione.

"Ministri italiani bugiardi", Di Maio stoppa le polemiche

"Non ho capito fino in fondo cosa volesse dire il presidente della commissione europea. Non ho intenzione di alimentare tensioni e, quindi, non risponderò. Dobbiamo lavorare per tornare a crescere. Questo è uno dei momenti più difficili per l'Europa e non solo per l'Italia". Così il vicepremier e ministro Luigi Di Maio a "diMartedì" sulle affermazioni di Jean-Claude Juncker.

Juncker barcolla al vertice Nato: "Non era ubriaco, problemi di sciatica"

Oggi Repubblica racconta altri dettagli relativi alla visita di Juncker nella Capitale. La discesa a Roma del numero uno dell'Unione ha rischiato di incrinare anche alcuni delicati equilibri in seno all'esecutivo. Nella ricostruzione della giornata di ieri il quotidiano scrive: "Quando Jean Claude Juncker ricorda a Giuseppe Conte che è il suo ministro del Tesoro ad aver parlato di recessione, nello studio presidenziale di Palazzo Chigi cala il gelo. Il premier si ferma un attimo, poi scarica Giovanni Tria: 'Non parlava a nome del governo. E comunque, formalmente non siamo in recessione, c`è un rallentamento. Io invece credo che le misure per la crescita rilanceranno l`economia'. È un atto di sfiducia al cospetto del massimo esponente Ue. Un altro colpo durissimo alla credibilità del ministro, già assediato dai due vicepremier".

Elezioni europee 2019, la guida al voto: tutto quello che c'è da sapere

Continua a leggere su Today.it

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Alcuni ministri italiani sono dei bugiardi": l'attacco di Juncker al governo Lega-M5s

Today è in caricamento