Lunedì, 18 Ottobre 2021
Politica

Odio e fake news, Boldrini lancia "Basta bufale" e chiama in causa Facebook

La presidente della Camera Laura Boldrini, più volte vittima lei stessa di insulti sul web, chiede "responsabilità" e chiama in causa direttamente il social network per eccellenza, Facebook: "Da che parte sta: dalla parte di chi denuncia le violenze o di chi le compie?"

Destinataria lei stessa in prima persona di insulti e hate speech, Laura Boldrini continua la propria battaglia contro l'odio sui social network e contro le fake news. A pochi giorni dall'Internet safer day, la giornata mondiale dedicata all’utilizzo del web in modo attento e consapevole, la presidente della Camera è intervenuta al workshop "Sicuri sul web per una navigazione consapevole", portando ancora una volta la propria esperienza di "vittima".

"Ricevo costantemente sui social messaggi di odio, li ho denunciati per tutte le donne che ne sono vittime e non hanno il coraggio di dirlo", ha ricordato Boldrini. "Questo è un tempo in cui l'odio sta marcando il discorso pubblico, la politica deve intervenire, ma anche in questo ambito la responsabilità non è una delle prerogative più diffuse", ha tuonato la presidente della Camera, portando il discorso sul tema attualissimo delle fake news, non "goliardate, decise da quattro amici al bar, ma operazioni strutturare o per far soldi o per delegittimare le persone". In un poche parole: "Sono operazioni sporche" e "tutti i cittadini possono fare qualcosa contro questo fenomeno. Le fake news creano caos e confusione e danneggiano le persone, essere mal informati è rischioso".

Recentemente, Boldrini ha lanciato anche #BastaBufale, un appello contro le fake news e per il diritto a una corretta informazione rivolto a scuola e università, informazione, social network, imprese, protagonista del mondo della cultura e dello sport. "Essere informati è un diritto, essere disinformati un pericolo", ha detto la presidente della Camera in un'intervista al sito americano Buzzfeed, lo stesso che pochi mesi fa aveva realizzato un'inchiesta sul M5S e internet, indicando il partito di Grillo come la principale fonte di disinformazione in Italia.

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"I social network non sono autostrade in cui i veicoli passano, in cui viaggiano tweet, post o video dei quali loro non si assumono la responsabilità: non è così, non può essere così. Devono essere parte attiva contro l'odio", ha spiegato poi la presidente della Camera durante il seminario, chiamando poi direttamente in causa quello che è il social network per eccellenza, Facebook: "Da che parte sta Fb: dalla parte di chi denuncia le violenze o di chi le compie? Vorrei che questo giovane imprenditore che ha creato Fb si facesse paladino della lotta alla violenza nella sua creatura, in Facebook". La presidente della Camera ha riferito anche dell'incontro avuto con i vertici di Facebook. "In quell'occasione ho fatto delle proposte: innanzitutto inserire un'icona per dire 'attenzione odio'. Poi una linea di numero verde. Infine: aprire un ufficio operativo capace di avere una linea diretta con le istituzioni. Le risposte che ho ottenuto dopo due mesi sono del tutto generiche: le proposte erano sensate e mi aspetto almeno una risposta nel merito".

 

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