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Sabato, 22 Gennaio 2022
Politica Italia

E' Laura Boldrini il XVII presidente della Camera

Dopo Nilde Iotti e Irene Pivetti è la terza volta che una donna sale nello scranno più alto di Montecitorio. Eletta nelle fila di Sel, la sua è stata una vita spesa per i rifugiati

Laura Boldrini è il nuovo presidente della Camera, il XVII della storia repubblicana. La terza donna che sale nello scranno più alto di Montecitorio dopo Nilde Iotti e Irene Pivetti. Succede a Gianfranco Fini, ed è stata eletta in Parlamento nelle liste di Sel nella circoscrizione Sicilia 2.

Ma chi è Laura Boldrin? Il suo nome da sempre corre parallelo all’impegno per i rifugiati. Dagli anni in prima fila in Venezuela accanto ai campesinos lavorando in una azienda di produzione del riso, ai viaggi e alla dedizione per i profughi che l’ha portata a diventare portavoce dell'Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, organismo dell’Onu che conta 50 milioni di assistiti. Nominata nel 2009 ‘Italiano dell'anno’ da Famiglia Cristiana “per il costante impegno, svolto con umanità ed equilibrio, a favore di migranti, rifugiati e richiedenti asilo”, la Boldrini – a chi le chiedeva tempo fa di raccontare la sua storia – rispondeva che per prima cosa occorre conoscere le lingue, e per seconda cosa conoscere i meccanismi dell'informazione da dentro. E la motivazioni è di quelle forti: “Credere che si può dare un contributo anche se non si può rivoluzionare il mondo”, secondo il suo slogan.

L'elezione di Laura Boldrini alla presidenza della Camera

L’impegno della Boldrini, approdata a Montecitorio tra le file di quella squadra di sette persone che rappresentano il ‘no profit’, inizia subito dopo la maturità quando va a lavorare in una risaia del Venezuela, prima di intraprendere un lungo viaggio in tutto il centroamerica. E, dopo la laurea a Roma in legge ed una breve esperienza in Rai, nel 1989 comincia la sua carriera all'Onu, lavorando per quattro anni alla Fao. Dal 1993 al 1998 si occupa del Programma alimentare mondiale (Pam) come portavoce per l'Italia, compiendo molte missioni in aree di crisi, tra cui Jugoslavia, Georgia, Iraq e Afghanistan. L’approdo all'Alto commissariato per i rifugiati è nel 1998 e dura fino al 2012. Anni in cui riceve anche tanti riconoscimenti: dalla Medaglia ufficiale della commissione nazionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna (1999), al titolo di Cavaliere ordine al merito della Repubblica italiana (2004), al Premio Consorte del Presidente delle Repubblica (2006).

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