Martedì, 27 Ottobre 2020
Politica

Al lavoro senza esame di Stato: ora si potrà

Fin da subito abilitati dentisti, farmacisti, veterinari e psicologi. E presto anche per altre categorie con la laurea ci sarà anche l'abilitazione

Durante l'emergenza coronavirus la necessità di avere medici in corsia aveva portato a quella norma del Cura Italia che consentiva ai neolaureati di entrare direttamente nel Sistema Sanitario Nazionale. Ora, spiega il Messaggero, tocca a odontoiatri, farmacisti, veterinari e psicologi.

Al lavoro senza esame di Stato: ora si potrà

Il ministro dell'università Gaetano Manfredi aveva lavorato sulla laurea abilitante, idea che era stata poi confermata durante un'audizione in commissione cultura alla Camera.  «Bisogna dare valore alle professioni, in quanto facilitatrici dell’accesso al lavoro. Un aspetto che si inquadra in un discorso ben più ampio di una loro rivisitazione alla luce della necessità del Paese di essere sempre più competitivo nel campo dei servizi avanzati di cui i professionisti sono i principali operatori», diceva. 

Non si tratta di eliminare l'abilitazione, che è prevista dalla Costituzione, ma di farla coincidere con l'esame di laurea. Il disegno di legge è fatto di cinque articolo che hanno l'obiettivo di "attuare un intervento di semplificazione delle modalità di accesso all’esercizio delle professioni regolamentate, per consentire una più diretta, immediata ed efficace collocazione dei giovani nel mondo del lavoro". 

La riforma dovrebbe procedere per gradi. Il primo step riguarda le suddette professioni sanitarie. Nel primo articolo, tra l’altro, vengono disciplinate «le caratteristiche del tirocinio pratico-valutativo, che si svolgerà durante i corsi di studio, divenendone parte integrante» e che «prevederà lo svolgimento di attività formative di natura professionalizzante, che saranno declinate dalle singole classi di laurea».

Si precisa inoltre che «il tirocinio, inglobato nel corso di studi, sarà disciplinato, con riguardo alle modalità di svolgimento, valutazione e certificazione, dalle singole classi di laurea e dai regolamenti didattici di ateneo». Il secondo step della riforma, invece, riguarda le lauree professionalizzanti nelle materie tecniche, istituite con decreto ad agosto, ossia geometra, agrotecnico, perito agrario e perito industriale i cui primi laureati, dunque, non si avranno prima di tre anni. Ma se il ddl vedrà la luce, questo percorso potrebbe riguardare altri corsi di laurea.

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L’articolo quattro della legge prevede che «la procedura sia attivata su richiesta dei consigli o degli organi nazionali degli ordini o dei collegi professionali, o delle relative federazioni» e quindi non dal ministero. Sempre, però, che siano le stesse categorie a essere interessate a questa velocizzazione. 

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