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Lunedì, 24 Giugno 2024
Lega Nord / Bergamo

E alla fine Bossi si riprende la Lega

Al primo maggio padano, il senatùr spariglia. Mentre Maroni lancia la 'rivolta fiscale', si dice "pronto a tornare segretario" e definisce "errore" quello di un "amministratore legato con la ndrangheta". Gelo tra i maroniani

Primo maggio in camicia verde per il popolo del Carroccio. Ieri a Zanica il 'nuovo corso' della Lega Nord, quello marca Maroni, Bossi, Calderoli, ha dato vita a una giornata "di riscossa" e di "forte unità" in risposta a quelli che viene definita una vera e propria "campagna" contro chi, usando le parole del senatùr, "non ha rubato ma sbagliato".

Dal palco del comune bergamasco dove ieri si è svolto il "Lega Unita Day", Bossi ha infatti fotografato la situazione con un chiarissimo passaggio sulle inchieste che stanno travolgendo il Carroccio. "Secondo me non ha rubato nessuno. Non vedo ladri ma qualche errore". Ed è fra gli errori che Bossi cataloga quello di Belsito come tesoriere: "Pensate" ha cercato di spiegare alla sua gente "che avevamo a fare l'amministratore uno legato alla 'ndrangheta". 

Calderoli: "Grande successo" - Il raduno di Zanica è stato, a sentire le parole di Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie nazionali del Carroccio, "un grande successo". Dal suo punto di vista, quello di vero e proprio organizzatore di eventi marca leghista, il fatto che "oltre 5000 padani" siano accorsi a una "festa organizzata con soli tre giorni di avviso, nonostante il maltempo che ha flagellato Bergamo" è una medaglia da appuntare al petto. Quindi i dati. "120 volontari che hanno garantito 1300 posti a sedere e altrettanti pasti completi nel tendone dell'area feste dove si è consumato il pranzo dei lavoratori padani". E infine, i ringraziamenti "a tutti i leghisti bergamaschi per il grande lavoro che si sono sobbarcati. Come sempre, Bergamo è davanti a tutti". +

La fotografia del momento - Tralasciando i numeri di Calderoli (le persone reali erano poco più di un migliaio) il dato politico è un'immagine. Quella che vede sul palco di Zanica Bossi e Maroni abbracciati. Abbracciati nella guerra all'Imu in primis. Ci si aspetta un'arringa alla rivolta fiscale che non arriva. Troppo alto, evidentemente, il rischio di agitare ancore le acque a pochi giorni dalle elezioni. Maroni si è limitato a rispondere a Monti (che lunedì si era detto "sdegnato" contro chi "si vuole candidare per il governo del proprio paese e invita a non pagare le tasse"): "Quello della Lega Nord non è un incitamento alla rivolta fiscale, è un'iniziativa politica. E' vietata la protesta? Siamo al fascismo?". Per Maroni, quella contro l'Imu "è un'iniziativa seria. Contro il pizzo di stato sulla prima casa discuteremo le iniziative con i nostri sindaci la sera del 25 maggio a Seriate". Quindi, l'elenco delle proposte arrivate dal Consiglio federale sul tema: "Licenziare Equitalia per licenziare Monti. Oppure intervenire sul patto di stabilità o mettere aliquota zero per consentire di non pagare legalmente". 

Bossi: "Pronto a tornare segretario" - Sotto al palco, il Senatur ha sparigliato e si è detto pronto a ricandidarsi alla segreteria al Congresso straordinario in programma fra un mese e che avrebbe dovuto consacrare la nuova leadership di Roberto Maroni, con ascesa sua o di persona a lui vicina all'incarico per 25 anni ricoperto da Bossi. Un solo evento, per bocca dello stesso Maroni, avrebbe potuto fermare questa staffetta: "Sono pronto. Ma se Bossi si candida io non lo farò e voto per lui...". E ieri Bossi ha risposto ai giornalisti che "se serve all'unità" della Lega lui è pronto a tornare Segretario. Mandando in tilt lo stato maggiore maroniano. 

Il silenzio di Maroni - Come ha reagito quello che fino a poche ore fa era il leader in pectore della Lega? Semplicemente con il silenzio. Fra i suoi sconcerto e fastidio vengono malcelati. Anche se in diversi sottolineano come quello di Bossi non debba ancora essere considerato un annuncio. Innanzitutto perchè dato in risposta ai giornalisti e non dal palco al 'popolo dei lumbard'. E poi perchè preceduto da quel 'se serve all'unità' che dipenderà anche dalla stessa reazione dei maroniani e del loro leader. 

Tosi: "Ricandidatura inopportuna" - "La ricandidatura di Umberto Bossi a segretario federale? Non me l'aspettavo. E francamente la ritengo inopportuna". Così il sindaco di Verona, Flavio Tosi, reagisce all'ipotesi di un nuovo corso Bossi. "Sarà il congresso a decidere" precisa il sindaco. Quanto al futuro, Tosi conferma la sua scelta: "Mi auguro sia Roberto Maroni".

 

 

 

 

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