Venerdì, 27 Novembre 2020
Milano

La Legge "anti moschee" è incostituzionale: la Corte ferma la Lombardia

Bocciata la legge varata dal centrodestra alla Regione sui nuovi luoghi di culto perché pone requisiti diversi tra confessioni "con l'intesa" e "senza l'intesa" con lo Stato

Foto da Milano Today

MILANO - La maggioranza di centrodestra in Lombardia ha continuato fino all'ultimo a difendere la legge sui luoghi di culto, ma la Corte Costituzionale è stata chiarissima: si tratta di regole discriminatorie e per questa ragione la legge regionale è da considerarsi in violazione alla Carta. 

LA SENTENZA - La decisione è arrivata a fine febbraio e, ora, sono state depositate le motivazioni. La legge era stata varata in fretta nel 2015 e poneva vincoli urbanistici di vario genere per la costruzione o apertura di nuovi luoghi di culto in Lombardia. Nello stesso periodo il comune di Milano aveva aperto un bando per tre nuovi luoghi di culto, di cui non più di due moschee, individuando tre luoghi specifici. Nemmeno troppo sotterraneamente, la legge era stata approvata anche per "ostacolare" Palazzo Marino e il suo progetto. Ma il Governo italiano ha deciso d'impugnarla davanti alla Consulta.

LEGGE INCOSTITUZIONALE - Secondo la Corte Costituzionale, la legge varata dal centrodestra prevede condizioni differenti per la Chiesa cattolica e le altre religioni che hanno stretto un'intesa con lo Stato rispetto a quelle che l'intesa non ce l'hanno. Per queste ultime - e solo per loro - erano infatti previste condizioni particolari, come la prova di una presenza (letteralmente) "diffusa, organizzata e consistente" nel territorio e soprattutto nel Comune di Milano. E altro ancora. Con una speciale Consulta da nominare da parte della giunta regionale per valutare questi requisiti. Inutile aggiungere che la Consulta non è - finora - nemmeno stata nominata.

DA MILANO TODAY - Ci sarebbe anche dell'altro, come noterà il lettore più accorto: l'abuso sistematico di aggettivi generici. Legittimo, ma che potrebbe dar adito a confusione e contenziosi. Chi stabilisce il significato di "diffusa"? Quando una religione diventa "consistente"? Su questo, però, come è ovvio la corte costituzionale non interviene. E' più che altro una questione di sensibilità e di ragionevolezza. Insomma: la Regione non può operare discriminazioni di requisiti tra una religione e l'altra sulla base di qualunque criterio; e non può intervenire nel merito dei rapporti tra la Repubblica e le singole confessioni religiose.

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