Martedì, 23 Luglio 2024
Legge elettorale

Italicum, accordo Pd-FI: premio al 37% e sbarramento al 4,5%

Trovata l'intesa fra i due partiti: via libera alla soglia del 37% per il premio di maggioranza, sbarramento abbassato al 4,5%. Renzi: "Bene così". Rabbia Ncd: "Ecco il Vampirellum"

ROMA - Galeotta fu la telefonata tra il segretario del Pd, Matteo Renzi, e il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Sembra essere finalmente in dirittura d'arrivo, infatti, l'accordo sulla legge elettorale. Via libera alla soglia del 37% per il premio di maggioranza e abbassamento dello sbarramento dal 5 al 4,5% per i partiti in coalizione. Questi gli aggiustamenti al testo base dell'Italicum, già approvato dalla commissione Affari costituzionali di Montecitorio, che dovrebbero fare finalmente quadrare il cerchio. 

Gli ultimi nodi da sciogliere, qui qualche ritocco non è escluso, riguardano la soglia di accesso per i partiti non coalizzati - oggi all'8% - e per le coalizioni  -12%. L'intesa raggiunta non è ancora stata ufficializzata dai due principali partiti, ma sembrerebbe ormai cosa fatta.

Una sensazione, questa, confermata anche dal tweet a caldo del segretario Pd. "Bene così - ha scritto Renzi su Twitter - Adesso sotto con il Senato, le Province e il Titolo V. E soprattutto con il Jobs act. Dai che questa è la volta buona". "Una buona notizia" per l'Italia anche secondo Enrico Letta il fatto che si proceda con "le riforme istituzionali, la riforma elettorale e la fine del bicameralismo paritario".

Chi ha più dubbi, invece, è Roberto Maroni nonostante la norma "salva Lega" - quella che abbassa lo sbarramento al 4,5% - sia stata recepita. "La storia della Lega degli ultimi venti anni è anche storia di coalizione - ha commentato il presidente della Regione Lombardia - non per affinità ideologiche, ma sulla base di contenuti e programmi. Io sono favorevole, perché l'esperienza di coalizione che sto facendo al governo della Lombardia, con i colleghi di Piemonte e Veneto ha buoni risultati e penso debba proseguire. Ma è una decisione che spetta agli organi della Lega". 

Sel, invece, stronca sul nascere ogni entusiasmo. "Siamo contrari - ha spiegato Ciccio Ferrara - a una riforma elettorale che ha come unico scopo quello di limitare la rappresentanza di milioni di cittadini il cui voto non troverebbe nessuna corrispondenza in Parlamento. Siamo pronti a dare battaglia contro questa legge Forzaitalicum". Al coro di insoddisfazione si è presto aggiunto anche il Nuovo Centrodestra. A esprimere tutto il dissenso è stato Gaetano Quagliariello, ministro delle Riforme e esponente di punta del Ncd. "In questo modo si passerebbe dal Porcellum al Vampirellum. Se l'accordo fosse portato avanti solo da Renzi e Berlusconi, verrebbe bocciato al primo voto segreto". 

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