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Sabato, 4 Febbraio 2023
Politica

Legge elettorale, approvato il Rosatellum: sarà il testo base

La commissione Affari costituzionali della Camera ha dato l'ok definitivo. A favore hanno votato Pd, Ala, Svp e Lega, oltre a Centro Democratico e Solidale. Contrari la Sinistra Italiana, Mdp, Fi, M5S e Alternativa Libera

Il Rosatellum è stato approvato dalla commissione Affari costituzionali della Camera e sarà adottato come testo base della legge elettorale. A favore si sono espressi il Pd, Ala, Svp e Lega, oltre a Centro Democratico e Solidale che si è detta contraria nel merito ma ha deciso di votare a favore “per andare avanti”.Assenti gli esponenti del gruppo di Alternativa popolare, si sono invece astenuti i fittiani, Fdi e CI. Contrari invece: Sinistra Italiana, Mdp, Fi, M5S e Alternativa Libera.

COME ERA IL MATTARELLUM

Il sistema in vigore in Italia fino al 2001, poi abolito dal Porcellum, era un sistema nettamente separato, in cui la quota proporzionale e quella maggioritaria non si parlavano. Con questa legge elettorale il 75% dei deputati veniva scelto con dei collegi uninominali tra cui venivano scelti i candidati più votati, senza una soglia minima. Il restante 25% veniva attribuito in senso proporzionale con listini bloccati e uno sbarramento del 4%.

COSA PREVEDE IL ROSATELLUM

Parlamentari eletti al 50% con il maggioritario e al 50% con il proporzionale, scheda unica, soglia al 5%. Sono i punti cardine del Mattarellum bis (o Rosatellum) il testo approvato oggi dalla commissione Affari costituzionali della Camera. Ogni elettore dispone di un voto da esprimere su un’unica scheda recante il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno di ciascuna lista, corredato dei nomi dei candidati nel collegio plurinominale”.n pratica, sulla stessa scheda c’è sia il candidato di collegio per la quota maggioritaria che le liste bloccate a lui collegate per la parte proporzionale. Si tratta di liste molto brevi di 2-4 candidati.

Si può dunque decidere se votare il candidato di collegio e una lista a lui collegata oppure uno dei due. Nel primo caso si vota soltanto per la quota maggioritaria, nel secondo, invece, automaticamente il voto va anche al candidato di collegio. A differenza del sistema utilizzato per i sindaci, tuttavia, in questo caso non è possibile fare il voto disgiunto.

I collegi sono 303 per la Camera (a cui vanno aggiunti i 12 del Trentino, quello della Valle d’Aosta e i collegi esteri) e 150 per il Senato. Hanno una grandezza di circa 600mila abitanti, come era già previsto nell’Italicum. Quanto alle pluricandidature, sono possibili al massimo in 3 collegi per quanto riguarda la quota proporzionale mentre ci si può presentare soltanto in un collegio uninominale.

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