Martedì, 21 Settembre 2021
Politica Italia

Legge elettorale, che caos: in Parlamento sono in discussione 31 proposte

"Italiani al voto", sì ma quando e come? In Commissione affari costituzionali sono decine le proposte di legge presentate dai partiti che ora cercano una difficile mediazione ma al di là delle posizioni ufficiali i gruppi parlamentari sono spaccati. Il solo Partito democratico ha all'attivo ben 11 delle 31 delle proposte sul tavolo dei lavori

A Montecitorio si cerca una difficile intesa sulla nuova legge elettorale, presupposto per portare al più presto gli italiani alle urne. Infatti il sistema elettorale con cui abbiamo votato alle ultime politiche è stato modificato dalla corte costituzionale ottenendo sì una legge pienamente operativa ma poco coerente e diversa per i due rami del parlamento.

Da qui il richiamo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai partiti affiché possa emergere una sintesi. Difficile perché le proposte al vaglio della commissione affari istituzionali sono ben 31. E al di là delle posizioni ufficiali dei partiti in cui il Pd e 5 Stelle si dicono pronti ad una rapida intesa, in seno a Montecitorio le posizioni tra i parlamentari sono estremamente distanti e complesse come mette bene in evidenza Openpolis

Il sistema in vigore

Alla Camera dell’italicum è rimasto un proporzionale con premio di maggioranza alla lista che raggiunge il 40% dei voti. Se nessuno arriva a quella soglia, il sistema funziona come un proporzionale puro, con sbarramento al 3%. I capilista bloccati possono ancora candidarsi fino a 10 collegi diversi, ma non potranno più scegliere in quale essere eletti. 

Al Senato rimane del cosiddetto porcellum senza premio di maggioranza, un sistema proporzionale con sbarramento. Le coalizioni tra liste diverse, a differenza della camera, sono ancora ammesse e incidono sulle soglie per entrare in parlamento: lo sbarramento calcolato su base regionale è molto alto per le liste che non si presentano in coalizione: 8% dei voti di quella regione. Per le liste coalizzate invece è sufficiente il 3%, ma la coalizione a sua volta deve aver raggiunto almeno il 20% dei voti. La corte ha introdotto inoltre la preferenza unica e i candidati competono per i voti nel territorio dell’intera regione. Quindi al senato non ci sono liste né capilista bloccati.

E' chiaro come attualmente le elezioni per camera e senato sono regolate da sistemi elettorali diversi ed incoerenti che potrebbero produrre esiti simili nelle due camere. 

I progetti sul tavolo della commissione

All’esame della commissione affari costituzionali di Montecitorio ci sono ben 31 proposte di legge elettorale: si va dai sistemi proporzionali quasi puri a quelli maggioritari, a uno o due turni, passando per le riedizioni del Mattarellum e gli adattamenti alle decisioni della consulta.

Quindici di queste prevedono un sistema proporzionale con premio in seggi al vincitore: 6 assegnano il premio alla lista vincente, mentre le altre 9 ammettono la possibilità di coalizioni tra liste diverse.

Sono invece 9 le proposte che prevedono un sistema maggioritario in collegi uninominali: si va dal ritorno al Mattarellum, alla sua correzione con premi di maggioranza, fino alla proposta del doppio turno di collegio, in modo simile al modello adottato per le elezioni francesi.

Vi sono infine 4 proposte di sistema proporzionale senza premi di maggioranza.

Le alleanze

Rispetto a questa serie di possibilità in diversi casi le forze politiche non sembrano affatto monolitiche sul modello da adottare. Il solo Partito democratico ha all’attivo 11 su 31 delle proposte sul tavolo della commissione.

La posizioni dei gruppi possono essere divise in 4 categorie:

  • approvazione fattibile ma politicamente difficile per il ritorno al Mattarellum, ovvero un maggioritario uninominale con una quota di proporzionale: su questa posizione convergono le proposte di Pd, Lega nord e (in parte) Scelta civica-Ala-Maie. Nell'abaco dei conti parlamentari Pd e Lega insieme hanno appena 317 seggi su 630 e solo 111 senatori su 320;
  • il proporzionale con premio alla coalizione è l’impianto su cui si basano le proposte di Forza Italia, Alternativa popolare, Fratelli d’Italia e Democrazia solidale. Tutti questi sistemi introducono le coalizioni nel testo uscito dalla sentenza della Corte costituzionale. Sia la proposta di Fi che quella di Ap prevedono un premio di maggioranza del 54% dei seggi alla coalizione o alla lista che raggiunge il 40% dei voti. Stessa logica per il progetto di Ds-Cd, che però – in caso nessuna lista raggiunga il 40% – prevede un secondo turno in cui sono ammesse le coalizioni. La proposta di Fdi abbassa il premio (52% dei seggi), ma anche la soglia per farlo scattare: 37%. Se nessuna coalizione o lista ottiene quella cifra, prevede comunque un piccolo premio in seggi (26 alla camera) per chi supera il 32%;
  • il proporzionale con premio alla lista è la posizione ufficiale del Movimento 5 stelle. La proposta a prima firma Toninelli trasferisce al senato il modello uscito dalla consulta per la camera: la lista che raggiunge il 40% ottiene il 54% dei seggi, che altrimenti vengono ripartiti in modo proporzionale. Non entrano in parlamento le liste che abbiano ricevuto meno del 3% dei voti a livello nazionale;
  • il proporzionale senza nessun premio è sposato da Sinistra italiana e da alcuni deputati di Mdp.
Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Legge elettorale, che caos: in Parlamento sono in discussione 31 proposte

Today è in caricamento