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Martedì, 24 Maggio 2022
Legge elettorale

Il porcellum sarà "corretto", ma la nuova legge elettorale dovrà ancora aspettare

Questa la decisione presa dal vertice di maggioranza a Palazzo Chigi. Entro l'estate si punterà a correggere il meccanismo del premio di maggioranza, solo dopo si penserà ad una nuova legge. Ipotesi clausola di salvaguardia

Il vertice di maggioranza si è pronunciato: il Porcellum sarà corretto entro l'estate. Accolto, insomma, "l'invito" della Suprema Corte di Cassazione che, con una decisione del 17 maggio, aveva accettato il ricorso dell'avvocato Aldo Bozzi e di altri 26 ricorrenti, trasmettendo gli atti alla Corte per verificare la costituzionalità della legge elettorale italiana. 

La Consulta aveva giudicato "rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità sollevata" dal legale, che aveva presentato ricorso come semplice elettore. Nel mirino dei giudici, in particolare, era finito il premio di maggioranza. "Si tratta - si legge nella sentenza - di un meccanismo premiale che, da un lato, incentivando il raggiungimento di accordi tra le liste al fine di accedere al premio, contraddice le esigenze di assicurare la governabilità. Dall'altro, esso provoca una alterazione degli equilibri istituzionali". Da qui la sua lampante "irragionevolezza" per la "lesione dei principi di eguaglianza del voto e di rappresentanza democratica". 

Lampante irragionevolezza alla quale il governo ha deciso di rimediare. "C'è l'assoluta consapevolezza di modificare i punti sottolineati dalla Consulta entro l'estate" ha detto a tal proposito Pino Pisicchio, presidente del gruppo misto alla Camera dei Deputati. "Si intende realizzare un significativo passo in avanti per le riforme e anche l'avvio di una legge costituzionale - ha continuato Pisicchio - Per la legge elettorale si lavorerà sul minimo necessario per togliere gli aspetti indigeribili del porcellum e poi arrivare a una riforma. Si sta discutendo - ha concluso - degli aspetti legati alla clausola di salvaguardia". Una clausola che, in caso di brusca caduta del governo Letta, porterebbe l'Italia alle urne comunque senza porcellum.  

Insomma, la sensazione è che il vertice di maggioranza abbia deciso di modificare quanto prima possibile la legge elettorale concentrandosi, però, solo sul premio di maggioranza e cioè sul punto negativo messo in luce dalla Corte di Cassazione. Solo poi, si dovrebbe passare ad una riforma totale dell'intero sistema di votazione. Sensazione confermata in pieno dalle parole di Renato Brunetta. "C'è un accordo dentro la maggioranza per fare una riforma minimalista che ricostituzionalizzi il porcellum e possa essere utilizzata se, Dio non voglia, si va alle elezioni in tempi brevi - ha spiegato il capogruppo Pdl alla Camera - Mentre, la riforma elettorale più organica avverrà dentro le riforme istituzionali"

Sulla stessa lunghezza d'onda, Renato Schifani che invita a "non sottovalutare le decisioni della Corte costituzionale. E' doveroso mettere in sicurezza la legge elettorale - ha chiarito il capogruppo Pdl al Senato - Dopo la riforma della forma dello Stato si può fare la legge elettorale". Conclusione affidata alle parole del premier Enrico Letta che spiega come ci sia "l'impegno del governo a cambiare al più presto la legge elettorale".

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