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Sabato, 28 Maggio 2022
Il puzzle

Chi vince e chi perde se si passa a una legge elettorale proporzionale

"Può convenire ad un agglomerato di centro" ha detto a Today Riccardo Magi (Più Europa). Di Maio (Italia Viva): "Con Rosatellum i più piccoli sono sul mercato delle coalizioni"

Se al Quirinale fosse andato Mario Draghi e si fosse aperta una partita per un ipotetico nuovo Governo, la legge elettorale (proporzionale) sarebbe diventata di massima priorit per alcuni partiti. Con la conferma dello status quo, c?è più tempo, ma il tema resta. A renderlo attuale è la centrifugazione delle coalizioni al termine del tagadà del voto per la rielezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica. Il centrodestra ne è uscito a pezzi. Il Movimento 5 Stelle deve fare i conti con se stesso. Il Pd, apparentemente monolitico, resta il partito diviso da prima dell?arrivo di Enrico Letta, che vince la partita del Quirinale di rimessa. Le coalizioni scricchiolano e ci sono gruppi politici attratti dall?idea di tornare a presentarsi agli elettori in solitaria. Soprattutto al centro, dove c?è un vuoto cosmico da riempire. Ma con l?attuale legge elettorale (Rosatellum) senza alleanze preventive è un suicidio. L?unica via è una riforma in senso proporzionale. Ma chi favorirebbe una eventuale legge elettorale proporzionale come era negli anni ?90?

"Possiamo dire che, col proporzionale i partiti di centro, essendoci una soglia di sbarramento, sono più incentivati all?aggregazione, mentre con il Rosatellum, i partiti più piccoli sono portati ad entrare nelle coalizioni, mettendosi sul mercato per qualche seggio sicuro". Lo spiega a Today il vice capogruppo di Italia Viva alla Camera Marco Di Maio, che però precisa come non esistano formule magiche per vincere le elezioni. "Alla fine si vince con i voti, con qualunque legge elettorale. Abbiamo visto negli anni che, chi lavora per una legge elettorale a propria immagine e somiglianza, non gode per forza di benefici".

Un cambio in senso proporzionale "può convenire ad un agglomerato di centro" dice a Today il deputato di Più Europa Riccardo Magi, che però, di fronte a certe fibrillazioni centriste preferisce stare a guardare. Per la neonata federazione Azione Più Europa, ha senso "se non sarà una nuova Democrazia cristiana, piuttosto una forza riformatrice e radicale?. Per cui "bisognerà capirsi sui temi". Da Magi arriva il monito di chi è convinto che il proporzionale non sia la panacea di ogni male. "Pensare che sia il modo per stabilizzare il sistema ridando credibilità e legittimazione ai partiti è un?illusione. Il problema è che i partiti non fanno congressi, non sono democratici e sono fatti per tenere le persone lontane. Il sistema elettorale proporzionale è una scorciatoia da parte di chi dimostra anche una certa disonestà intellettuale. C?è una proposta depositata che guarderebbe al sistema tedesco, ma non ha nulla della Germania, dove c?è il proporzionale ma con i collegi uninominali".

Legge elettorale proporzionale: il Germanicum

Magi si riferisce alla proposta del deputato del Movimento 5 Stelle Giuseppe Brescia, che nel 2020 aveva depositato in Commissione affari costituzionali la "Germanicum". In effetti prevede che i seggi parlamentari siano assegnati secondo il criterio proporzionale con soglia di sbarramento al 5%, ma restano le liste bloccate, esattamente come prevede già il Rosatellum. Così l?ordine dei deputati e dei senatori eletti dipenderà dall?ordine di presentazione dei nomi sulla lista, che viene decisa direttamente dal partito. Gli elettori non avrebbero dunque margini di manovra per decidere chi votare. Sempre nella proposta di Brescia è prevista un?eccezione allo sbarramento chiamato "diritto di tribuna", cioè i partiti che ottengono un risultato significato a livello regionale potranno entrare in Parlamento anche se sono al di sotto della soglia del 5%.

Che una riforma elettorale possa agevolare soprattutto i partiti di Centro lo dice anche una simulazione effettuata da YouTrend, insieme a Cattaneo Zanetto & Co. Secondo la ricerca, con un proporzionale puro, la vittoria andrebbe a Fratelli d?Italia, Lega e Forza Italia, che insieme totalizzerebbero la maggioranza dei seggi in Parlamento. Se però consideriamo, sempre con il proporzionale, un listone unico di centro comprendente IV, Azione, Più Europa, Coraggio Italia e Forza Italia, nessuno schieramento avrebbe la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento, e proprio questo centro "largo" sarebbe decisivo per la formazione di una maggioranza di governo. Fantapolitica? Per niente.

Sondaggi partiti politici 23 29 gennaio 2022-2

Che Coraggio Italia di Toti e Brugnaro non siano legati a Meloni e Salvini con serratura a doppia mandata, lo ha sempre fatto capire il senatore fucsia Gaetano Quagliariello, quando ha detto che Ci "può essere il centro della destra come la destra del centro". Poi c?è Forza Italia, dove il proporzionale piace molto a chi non ha mai digerito l?appiattimento del partito di Berlusconi alle forze sovraniste. Non è un mistero che una parte dei parlamentari azzurri sia ormai in aperta rottura con la direzione a trazione sovranista rappresentata da Tajani e Gasparri. Sono forzisti che vedono lo sganciamento dalla coalizione come l?occasione per recuperare gran parte di un elettorato perso per strada e ricollocarsi nell?alveo naturale di un partito geneticamente liberale. Al centro dunque? Sì, e non è neppure detto che la candidatura di Berlusconi a Capo dello Stato non sia stato un prestesto per arrivare all'implosione. Vanno in tal senso anche le parole del Ministro per il Sud Mara Carfagna quando, in una intervista, dice: "Non possiamo chiudere la stagione del bipolarismo con leggerezza, ma non possiamo nemmeno trasformarla in un totem ideologico. Votiamo con sistemi maggioritari dal ?94 e da dieci anni non abbiamo mai avuto governi stabili e soprattutto simmetrici con le scelte dell?elettorato, perché le coalizioni si dividono un minuto dopo la chiusura dei seggi. Vogliamo far finta che non sia vero? Non è un?opinione, è storia, e bisogna tenerne conto".

Le coalizioni con il Rosatellum

  • Centrodestra: Forza Italia, Coraggio Italia, Lega, Fratelli d'Italia
  • Centrosinistra: Pd, Movimento 5 Stelle, Leu, Azione Più Europa

I partiti con la legge proporzionale

  • Pd
  • M5s
  • Italia Viva, Coraggio Italia, Noi con l'Italia, Udc, Forza Italia
  • Più Europa e Azione
  • Lega
  • Fratelli d'Italia

Ne tiene gran conto il Partito democratico, dove la questione di un cambio di legge elettorale lo ha sollevato proprio Letta a sollevare la questione e lo conferma anche il senatore del Pd Bruno Astorre, che su Twitter scrive: ?Condivido le parole del Presidente Nicola Zingaretti sulla legge elettorale. Un proporzionale con una soglia importante di sbarramento fissata al 5% mi sembra la strada migliore da percorrere. La politica riconquisti la sua centralità". 

Insomma, col proporzionale, non essendoci più il meccanismo dei collegi unimoninali, dove viene eletto il candidato che prende un voto in più degli avversari, cade l'incentivo a cercare intese prima delle urne. Ognuno correrebbe per conto proprio e gli accordi si farebbero dopo il voto. Per questo il proporzionale può essere sicuramente un vantaggio per i partiti di centro. Una volta superata la soglia di sbarramento, sarebbero loro l?ago della bilancia per formare una maggioranza con gli altri partiti di destra e di sinistra i quali, nel frattempo, non avranno raggiunto una maggioranza tale da garantire l'autosufficienza.

L?ultima elezione per il colle ha forse accelerato un processo di disfatta delle coalizioni già in corso. Per questo ci sono partiti che vedono nel proporzionale l?unico modo per tornare a contare e recuperare un elettorato deluso da alleanze innaturali e discutibili. Gli elettori lo hanno fatto capire forte e chiaro astenendosi alle ultime elezioni comunali. E se il proporzionale avantaggerà i partiti più piccoli e forse anche Pd e Forza Italia, non significa che basterà a frenare una crisi della politica che va ben oltre. 

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