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Venerdì, 3 Febbraio 2023
Politica Italia

Legge elettorale, Forza Italia riparte dal "tedesco" ma il Pd fa melina

Palude istituzionale con tante scadenze e Camere ancora aperte a metà fino a lunedì prossimo: ci sono leggi urgenti come la riforma elettorale ma per il Partito Democratico tutto è da rimandare dopo la discussione della legge di Bilancio (ad ottobre)

Riparte in commissione Affari costituzionali alla Camera la discussione sulla legge elettorale, ma il percorso sembra molto in salita. Il primo ad esprimere dubbi sulla possibilità di approvare una nuova legge è il segretario del Pd Matteo Renzi che da Pesaro, ha detto che “al momento siamo già nel proporzionale, disponibile a cambiare se ci sono proposte”.

Il Pd, comunque, vuol rimandare il discorso a dopo la sessione di bilancio. “Si proverà dopo la legge di Bilancio – dice il presidente del partito Matteo Orfini – ma se non ci si riesce, se non ci fossero le condizioni, non so quanto senso avrebbe continuare ad andare avanti con la legislatura”.

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Parole che fanno infuriare Mdp, con Alfredo D’Attorre. "Il tentativo di affossare la ripresa del confronto sulla legge elettorale, rinviandola addirittura a dopo la legge di bilancio – attacca il deputato ex Dem – disvela il vero contenuto dell’accordo cinico tra Renzi e Alfano, che, dopo aver lacerato il centrosinistra e spalancato un’autostrada alla destra e al M5s in Sicilia, punta a mantenere in vita due sistemi elettorali del tutto disomogenei tra Camera e Senato, pur di tutelare i capilista bloccati, le pluricandidature e la soglia di sbarramento bassa alla Camera. Si tratterebbe di una scelta irresponsabile sul piano politico e grave sul piano istituzionale".

Matteo Salvini ha ribadito la posizione del Carroccio. "Sono pronto domani mattina a dare i voti della Lega in Parlamento per una legge elettorale chiara e maggioritaria: domenica si vota, domenica sera si sa chi ha vinto", ha detto.

Poco fiducioso sulla possibilità di approvare una nuova legge elettorale è Luigi Di Maio (M5s), vicepresidente della Camera. “Sono molto scettico sulla possibilità di fare una nuova legge elettorale”, ha spiegato a Cernobbio.

Chi invece chiede di premere sull’acceleratore è Renato Brunetta di Forza Italia. "Mercoledì 6 – afferma il capogruppo azzurro – si ricomincia con la legge elettorale in commissione Affari costituzionali alla Camera, e la situazione è molto chiara: il centrodestra unito vuole arrivare ad un testo base entro il 12 settembre e andare in aula per il voto entro la fine del mese, come deciso dalla capigruppo. Per quanto riguarda Forza Italia si riparte dal ‘modello tedesco’: un sistema che trasforma i voti in seggi, con o senza premio di maggioranza alla lista o alla coalizione”.

“Il richiamo del presidente della Repubblica ad armonizzare i due sistemi di voto è un atto dovuto. D’altro canto, il Consultellum consegnerebbe l’ingovernabilità del Paese. Si riparta dal modello tedesco" ha ribadito al Corriere della Sera il senatore di Forza Italia ed ex presidente di Palazzo Madama Renato Schifani.

Per Schifani il nuovo sistema si può approvare “se si coinvolge il maggior numero di partiti, evidentemente ritoccando le soglie. Nulla poi vieterebbe di aggiungere un premio di governabilità a chi dovesse superare il 40%. Ma solo in tal caso”.

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