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Sabato, 4 Dicembre 2021
Politica Italia

"Cancellare la scritta Dux", con la legge Fiano la propaganda del fascismo sarà reato

In Aula alla Camera è iniziata la discussione sulla legge a prima firma Emanuele Fiano che mira ad inserire nel codice penale la "Propaganda del regime fascista e nazifascista". Le opposizioni: "Legge liberticida"

Dopo 32 giorni di ferie ripronono i lavori dell'Aula della Camera dei Deputati e si riprende con il duro scontro sulla proposta di legge a prima firma Emanuele Fiano che mira ad inserire nel codice penale l'articolo 293-bis, relativo alla "Propaganda del regime fascista e nazifascista".

L'onorevole Fiano è tornato a puntare il dito contro le simbologie del regime fascista ancora presenti sui monumenti italiani e rispolverando un tema caro anche alla Presidente della Camera Laura Boldrini ha proposto la cancellazione della scritta Dux dall'obelisco del Foro Italico a Roma. 

"Sono contrario all'abbattimento di monumenti, ma l'abrasione della scritta è una cosa che è stata fatta in Italia in tanti posti - ha spiegato il promotore della legge sull'apologia del fascismo in diretta a Radio 24 - accoglierei la proposta del sindaco di Predappio che ha proposto l'istituzione di un museo storico anche in quella città che ovviamente ha un legame con la figura di Mussolini. Ci sono vetrine in Italia in cui viene propagandata l'ideologia fascista e in più c'è la bottiglia con l'effige di Benito Mussolini o di Hitler e altri casi in cui è un esercizio di collezione privata. Rifacendo l'esempio della Germania, in Germania è reato vendere oggetti con quelle effigi e nessuno se ne scandalizza. Il problema della legge è la propaganda non l'opinione, bisogna esercitare l'atto di propaganda". 

Non sono mancate le prese di posizione con Gianni Alemanno prima e Giorgia Meloni poi che punta il dito contro il diveto di alzare il braccio destro oltre la spalla imitando il saluto romano. "Chi richiama la gestualità del fascismo rischia due anni di carcere. Questa pagliacciata farebbe ridere se non fosse una gravissima violazione dei più elementari diritti umani" commenta Giorgia Meloni.

Oggi il testo è approdato in Aula dopo un iter in commissione durato oltre un anno, lo scorso luglio e si è subito scontrato con la forte opposizione del Movimento 5 Stelle e dei partiti di centrodestra. Tra i più accaniti detrattori della proposta di legge il leader pentastellato, Beppe Grillo, che ha attaccato senza freni il Pd, reo a suo dire di fare "fascismo a intermittenza".

Ora i pentastellati rilanciano con una controproposta di Vittorio Ferraresi capogruppo in commissione Giustizia.

"E' meglio rafforzare ed aggiornare la legge Scelba, come da nostro emendamento depositato e pronto per essere votato in aula, che aumenta le pene per chi fa propaganda anche attraverso strumenti telematici e informatici, e nel contempo salvaguarda i beni con riconosciuto carattere storico-culturale, artistico e architettonico - commenta il deputato pentastellato -  Il testo sulla propaganda nazi-fascista è così improvvisato che solo grazie ad un emendamento in commissione Giustizia il Movimento ha impedito che Fiano abbassasse le pene per chi commette questo odioso reato”.

La battaglia politica estiva ha avuto picchi negati quando il deputato Massimo Corsaro, di Direzione Italia, il movimento di Fitto, ha pubblicato sulla sua pagina facebook un post in cui prendeva di mira proprio Fiano, insultandolo. Nella frase incriminata, Corsaro faceva espresso riferimento all'origine ebraica del parlamentare dem.

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