Venerdì, 18 Giugno 2021
Ostruzionismo e nervi tesi

Suicidio assistito, altro rinvio: perché il Parlamento è sempre paralizzato dai partiti

Caos nelle commissioni Giustizia e Affari sociali dove si dovrà ancora attendere per avere un testo base. Il Movimento 5 Stelle sostituisce il fuoriuscito Trizzino, mentre Lega e Forza Italia spaccano la maggioranza

L'associazione Luca Coscioni dopo il deposito della richiesta di Referendum

Ancora un rinvio del testo base sul suicidio assistito del democratico Alfredo Bazoli e Nicola Provenza dei 5 Stelle, che ieri sarebbe dovuto essere definitivamente disposto in Commissione congiunta Giustizia e Affari sociali. Ma sono successe due cose. Da una parte il centrodestra ha chiesto che si sostituisse uno dei relatori (Alfredo Bazoli del Pd e Giorgio Trizzino del M5s) con una formazione più in linea con l’attuale maggioranza di governo, dall’altra c’era già stato un accordo per sostituire Trizzino, fuoriuscito dal Movimento, con il pentastellato Nicola Provenza. Risultato? Seduta aggiornata al prossimo lunedì e tutti scontenti.

I più amareggiati sono quelli dell’associazione Luca Coscioni che, tramite Marco Cappato, commentano così a Today.it: “Non sono in grado di affrontare la questione e impediscono al Parlamento di affrontarlo. A 8 anni dall’iniziativa popolare e a 2 anni e mezzo dalla sentenza della Corte Costituzionale, non sono neanche riusciti a mettersi d’accordo sui relatori. Il punto è che non si vogliono suscitare troppe razioni in Vaticano e dall’altra sono temi su cui funzionano poco gli ordini di scuderia dei partiti, si rischiano spaccature interne e i capi dei partiti, anche di sinistra, li evitano perché li considerano destabilizzanti. Ma i partiti dovrebbero imparare a distinguere le materie del Governo Draghi, dal ruolo di legiferare che hanno all’interno del Parlamento”.

Fine vita, in Commissione maggiroanza spaccata

Sorpreso Bazoli dalla decisione del centrodestra per “gli accordi presi in Ufficio di presidenza non sono stati rispettati". Ma lui non vuole precipitare i toni. “Prendo atto e mi auguro che si possa riprendere con maggiore serenità la prossima settimana la discussione per entrare nel merito. Spero si possa depositare il testo base che è una ipotesi, aperto ai contributi. Nessuno vuole forzare la mano”.

Scontenta anche la Lega, che giudica la sostituzione Trizzino con un altro pentastellato una forzatura. “Hanno ignorato completamente il centrodestra - fa sapere il deputato della Lega Roberto Turri, - Il collega Trizzino è stato sostituito su mia richiesta fatta in Ufficio di presidenza, ma è assurdo che nella sostituzione abbiano nominato un altro M5s. Scriveremo al Presidente della Camera Fico affinché intervenga e spieghi, a chi fosse sfuggito, che l'attuale maggioranza è composta anche dalla Lega e da Forza Italia”.

Intanto però arrivano rassicurazioni dai presidenti delle commissioni Giustizia e Affari sociali della Camera, rispettivamente Mario Perantoni e Marialucia Lorefice, che fanno sapere come “sarà presentato dai relatori la prossima settimana il testo base sul fine vita”, aggiungendo che il ritardo “non deve impedire ai Gruppi di arrivare finalmente a disciplinare la facoltà di persone affette da patologie irreversibili o con prognosi infausta di richiedere assistenza medica, al fine di porre fine volontariamente ed autonomamente alla propria vita con la dignità alla quale ha diritto ogni essere umano. La società lo aspetta da molto tempo’’.

Dunque si dovrà ancora aspettare per un avere un testo base sul vita. Una proposta di legge che, tra l’altro, non soddisfa la Coscioni. Cappato infatti lo definisce “un testo già insoddisfacente, un compromesso al ribasso che sancirebbe una discriminazione tra malati e che andrebbe ampiamente emendato, visto che i relatori hanno accantonato il testo di iniziativa popolare. Attendiamo ora di sapere se ci saranno reazioni da parte dei capi dei partiti, per capire se in particolare Enrico Letta e Beppe Grillo o Giuseppe Conte continueranno a ignorare la questione. Da parte nostra, come Associazione Luca Coscioni ci prepariamo a raccogliere le firme sul “Referendum Eutanasia Legale”, con l’obiettivo di una piena e non discriminatoria legalizzazione dell’eutanasia sul modello olandese”.

Infatti dopo il deposito della richiesta in Corte di Cassazione a Roma, dal primo luglio partirà la campagna di raccolta firme sul referendum di abrogazione parziale dell’articolo 579 del codice penale (omicidio del consenziente), per il quale hanno già fornito la disponibilità a raccogliere le firme 2.200 volontari. “E’ l’unica strada per non perdere altri 4 o 5 anni, far decidere ai cittadini”.

Fine vita, che cosa prevede la legge Bazoli

Presentata alla Camera nel settembre del 2013, dice questo:

  • Ogni cittadino può rifiutare l’inizio o la prosecuzione di trattamenti sanitari e i medici non possono obbligarlo, purchè il paziente sia maggiorenne, consapevole e capace di sottoscrivere la sua richiesta.
  • Il medico che non rispetta le volontà del paziente, incorre in conseguenze penali, civili ed è obbligato a risarcire eventuali danni.
  • I reati di omicidio, omicidio del consenziente, istigazione o aiuto al suicidio e omissione di soccorso, non si applicano al medico e al personale sanitario che hanno praticato trattamenti eutanasici, di fronte ad una serie di requisiti, tra cui l’informazione ai parenti prossimi e che questi possano prima parlare col paziente.
  • Ogni persona può redigere un atto scritto, con firma autenticata dall’ufficiale di anagrafe del comune di residenza o domicilio, con il quale chiede l’applicazione dell’eutanasia nell’ipotesi in cui egli successivamente venga a trovarsi nelle condizioni previste dalla legge stessa.
Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Suicidio assistito, altro rinvio: perché il Parlamento è sempre paralizzato dai partiti

Today è in caricamento