Martedì, 22 Giugno 2021
Marijuana

Cannabis, la legge per la legalizzazione alla Camera 

Presentata a Montecitorio una proposta di legge trasversale per la liberalizzazione delle droghe leggere: a firmarla 218 parlamentari. A favore della legalizzazione anche il Dipartimento nazionale antimafia: "La repressione di questi anni è stata inutile e dannosa"

Un testo "collettivo" e "condiviso trasversalmente" da ben 218 parlamentari, un punto di partenza verso la legalizzazione della cannabis, "approvabile forse in questa legislatura". Così la proposta di legge è stata presentata dall'intergruppo che negli ultimi mesi ha lavorato cercando di mettere insieme tutte le proposte sul tavolo, arrivate dall'opposizione (Sel e Movimento 5 stelle) ma anche dalla maggioranza (nelle vesti di Roberto Giacchetti, vice presidente della Camera). Una questione politica che sembra mettere d'accordo esponenti di tutti i partiti. 

USO RICREATIVO - A illustrare i punti della proposta di legge è Benedetto Della Vedova del gruppo misto, sottosegretario agli Affari esteri. Il primo riguarda il possesso: i maggiorenni potranno detenere 15 grammi a casa e 5 grammi di marjiuana a uso ricreativo. Poi sarà possibile coltivarla, con un limite di cinque piante se si tratta di uso personale. Vietata invece la vendita del raccolto. 

Per quanto riguarda invece la commercializzazione verrebbe consentita la "coltivazione in forma associata" attraverso enti senza fini di lucro fino a 50 membri, ovvero i famosi "cannabis social club", già diffusi in Spagna: ogni ente potrà coltivare fino a 250 piante. Invece la vendita sarebbe prevista al dettaglio nei negozi e rivenditori autorizzati, forniti di licenza dei Monopoli e previa autorizzazione, come avviene oggi per i derivati del tabacco. 

USO TERAPEUTICO - Per quanto riguarda invece l'uso terapeutico, le modalità di consegna, prescrizione e dispensazione dei farmaci a base di cannabis verranno semplificate e verrà permessa anche l’autocoltivazione a fini terapeutici. I proventi derivanti dalla legalizzazione, prevede infine la proposta, saranno destinati per il 5% a finanziare il Fondo nazionale per la lotta alla droga.

DOVE NON SI FUMA - "Rimangono ferme tutte le disposizioni di legge inerenti lo spaccio - sottolinea Della Vedova - con l’onere della prova che spetta a chi arresta e processa". Non si potrà fumare in nessun luogo pubblico e in nessun luogo aperto al pubblico, compresi i parchi. Inotre resta valido il divieto di guida in stato di alterazione, con le relative sanzioni previste dal codice della strada.

VIDEO: USA, AL VIA LA LEGALIZZAZIONE 

"Legalizzare la cannabis è una questione di giustizia" sottolineano i grillini della commissione Giustizia della Camera, soddisfatti per il traguardo raggiunto dal lavoro dell’intergruppo. A favore della proposta di legge anche Scelta Civica, come spiega la deputata Adriana Galgano: "Con 8 milioni la legalizzazione è già nei fatti. Da questa situazione lucra la malavita e paga il contribuente visto che il 60% dei processi e dei detenuti è a causa di piccolo spaccio. È giunta l’ora di sottrarre questo traffico alla criminalità e usare i proventi della tassazione per la prevenzione e il recupero delle persone con problemi di tossicodipendenza e il sostegno alle loro famiglie". 

LA RELAZIONE DELL'ANTIMAFIA - A confermare quanto sostenuto da Galgano c'è anche la relazione annuale 2014 della Direzione nazionale antimafia, che aveva già lanciato un monito al presidente del Consiglio Renzi proprio per velocizzare i lavori dell'esecutivo su una legge per la legalizzazione. Pubblicata sul sito del partito dei Radicali, in alcuni passaggi viene affrontato proprio il tema della "depenalizzazione". 

Nello studio della Dna si evidenzia come nel periodo preso in esame (dal 1 luglio 2012 al 30 giugno 2013) siano aumentati esponenzialmente i sequestri solo di mariujuana e hashish, dato che evidenzia "una massa circolante di cannabinoidi in aumento" e anche una "sempre più capillare diffusione" dello stupefacente. Una diffusione di consumo simile a quella di alcol e tabacco. Così l'Antimafia costata il "totale fallimento dell'azione repressiva". Su questa considerazione la Dna passa la palla al governo e all'esecutivo, suggerendo però una depenalizzazione delle droghe leggere: 

Spetterà al legislatore valutare se, in un contesto di più ampio respiro (ipotizziamo almeno europeo in quanto parliamo di un mercato oramai unitario anche nel settore degli stupefacenti) sia opportuna una depenalizzazione della materia

Non solo: una eventuale legalizzazione delle droghe leggere potrebbe avere delle ricadute anche sull'intero sistema giudiziario, affaticato da anni di sforzo repressivo e dall'esponenziale diffusione del consumo:

Le ricadute che la depenalizzazione avrebbe in termini di deflazione del carico giudiziario, di liberazione di risorse disponibili delle forze dell'ordine e magistratura per il contrato di altri fenomeni criminali e, infine di prosciugamento di un mercato che, almeno in parte, è di appannaggio di associazioni criminali agguerrite. 

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