Plastica, pescatori "spazzini": approvata la legge "Salvamare"

Secondo il testo ora i pescatori potranno portare a terra la plastica accidentalmente finita nelle reti, ricevendo un "premio". Finora erano costretti a ributtarla in mare perché altrimenti avrebbero compiuto il reato di trasporto illecito di rifiuti

Un flacone di plastica trovato dopo 40 anni a Rosolina Mare (RO). Ancora evidente il prezzo in lire. (Foto Facebook Alessandra Alexa)

È stato approvato oggi dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge Salva mare presentato dal ministro dell'Ambiente Sergio Costa. Secondo il testo - che ora dovrà essere votato dal Parlamento - i pescatori potranno portare a terra la plastica accidentalmente finita nelle reti. Finora erano costretti a ributtarla in mare perché altrimenti avrebbero compiuto il reato di trasporto illecito di rifiuti, sarebbero stati considerati produttori di rifiuti e avrebbero dovuto anche pagare per lo smaltimento.

Approvata la legge Salvamare, i pescatori che diventeranno "spazzini" del mare potranno avere un certificato ambientale e la loro filiera di pescato sarà adeguatamente riconoscibile e riconosciuta. I rifiuti potranno essere portati nei porti dove saranno allestiti dei punti di raccolta e verranno introdotti dei meccanismi premiali per i pescatori.

Il disegno di legge "salva mare"

Il ministro dell'ambiente Sergio Costa in un video messaggio pubblicato su Facebook ha incoraggiato il Parlamento a calendarizzare in fretta il voto sulla legge che, incoraggiando e richiamando all’utilizzo dell’economia circolare, introduce:

  • con l’articolo 3 della norma il divieto di immissione sul mercato nazionale -dal 1 gennaio 2020-  di plastica monouso come posate, piatti, cannucce, mescolatori per bevande, aste da attaccare a sostegno dei palloncini. L’articolo 4 prevede un obbligo di raccolta anche per i rifiuti pescati accidentalmente.
  • con l’articolo 4 un obbligo di raccolta anche per i rifiuti pescati accidentalmente; infatti, questi dovranno essere consegnati all’impianto portuale di raccolta ed è prevista una tariffa indiretta, a carico della fiscalità generale, per i costi di gestione dello smaltimento.

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Come ricordano i ricercatori, nel Mar Mediterraneo 134 specie sono vittime di ingestione di plastica, tra cui 60 specie di pesci, le 3 specie di tartarughe marine, 9 specie di uccelli marini e 5 specie di mammiferi marini. Tutte le specie di tartarughe marine presenti nel Mediterraneo presentano plastica nello stomaco.

Italia getta in mare 90 tonnellate di plastica al giorno

Secondo un report del Wwf l'Italia è il terzo paese del Mediterraneo a disperdere più plastica nel mare con 90 tonnellate al giorno. In particolare, dal report emerge che la plastica rappresenta il 95% (oltre 150 milioni di tonnellate), dei rifiuti in mare aperto, sui fondali e sulle spiagge del Mediterraneo e proviene principalmente da Turchia e Spagna, seguite da Italia, Egitto e Francia.

Il Mediterraneo è particolarmente esposto al problema della plastica, in quanto si tratta di un mare semichiuso: si pensa che siano almeno 250 miliardi i frammenti di plastica al suo interno. Nel Tirreno il 95% dei rifiuti galleggianti avvistati, più grandi di venticinque centimetri, sono di plastica, il 41% di questi sono buste e frammenti.

Secondo il Wwf, ogni anno almeno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani del mondo e, ad oggi, si stima che via siano più di 150 milioni di tonnellate di plastica negli oceani. Se non si dovesse agire per invertire la tendenza proseguendo con i trend attuali gli oceani potranno avere nel 2025 una proporzione di una tonnellata di plastica per ogni 3 tonnellate di pesce mentre nel 2050 avremo, in peso, negli oceani del mondo più plastica che pesci.

In Italia esistono già dei progetti sperimentali di coinvolgimento dei pescatori nella raccolta della plastica che stanno dando ottimi risultati: nell'Arcipelago Toscano da un anno (a Livorno) e anche in Puglia, dove la Regione avvia proprio in questi giorni la sperimentazione. Tra le radici profonde dell'inquinamento da plastica ci sono ritardi e lacune nella gestione dei rifiuti nella gran parte dei paesi del Mediterraneo; dei 27 milioni di tonnellate di rifiuti plastici prodotti ogni anno in Europa (EU-28, Norvegia e Svizzera), solo un terzo è riciclato.

Secondo il Wwf, senza provvedimenti, entro il 2050, nei mari del mondo ci sarà più plastica che pesce e il Mediterraneo rappresenta un'area trappola con livelli record di inquinamento da microplastiche che minacciano la vita marina e la salute umana. Oltre il 90% dei danni provocati dai nostri rifiuti alla fauna selvatica marina è dovuto alla plastica, che non solo può essere ingerita dalle specie ma che può anche intrappolarle.

Vietati piatti e posate di plastica, giro di vite dell'Europa: "Chi inquina paga"

Nel Mar Mediterraneo sono 134 specie vittime di ingestione di plastica, tra cui 60 specie di pesci, tutte e 3 specie di tartarughe marine, 9 specie di uccelli marini e 5 specie di mammiferi marini. L'Europa è il secondo maggiore produttore di plastica al mondo dopo la Cina e riversa in mare ogni anno tra le 150 e le 500mila tonnellate di macroplastiche e tra le 70 e 130mila tonnellate di microplastiche.

Intanto a Rovigo e ancor prima a Termoli spuntano dal mare bottiglie di detergente di 40 anni fa, ancora visibile anche il prezzo in lire.

Un altro inquietante flacone, che simile ai precedenti risalirebbe a circa 40 anni fa, è stato rinvenuto a Napoli dal Centro Studi Interdisciplinari Gaiola Onlus.

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