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Venerdì, 28 Gennaio 2022
ECONOMIA

Legge di stabilità: niente tagli alla sanità e "meno tasse"

Manovra da 11,5 miliardi per il 2014. Soddisfatto il premier Letta: "Per la prima volta da tempo siamo riusciti a fare una Finanziaria dove i conti quadrano senza aumentare le tasse e senza tagli al sociale e alla sanità"

ROMA - Niente tagli alla sanità nel triennio 2014-2016 e "meno tasse per famiglie, lavoratori e imprese".

Sono questi i punti principali della Legge di stabilità, l'ex Finanziaria, annunciata dal premier Enrico Letta. "Basta mannaie, abbiamo mantenuto gli impegni per andare nella giusta direzione dello sviluppo e della crescita", dichiara soddisfatto il premier.

E' saltata, dunque, la sforbiciata da 2,6 miliardi prevista nelle bozze della legge di stabilità. Le bozze circolate nei giorni scorsi prevedevano infatti che la sanità contribuisse alla copertura della manovra con 500 milioni nel 2014, 1,04 miliardi nel 2015 e 1,11 miliardi dal 2016. La stretta avrebbe dovuto colpire la spesa farmaceutica, le case di cura e i laboratori convenzionati con il servizio pubblico.

Ma il Presidente del Consiglio ha smentito tutti. E dopo il Consiglio dei ministri durante la conferenza stampa ha annunciato: "Il debito pubblico sarà in calo nel 2014, 2015 e 2016 e centriamo l’obiettivo del 2,5% di deficit/Pil nel 2014. La manovra vale 11,5 miliardi per il 2014". Secca la risposta di Letta a una domanda sulla tassazione sui fabbricati: "No, la Trise sarà totalmente diversa dall'Imu secondo gli impegni presi dal governo in Parlamento".

I PROVVEDIMENTI - Letta ha annunciato così la manovra: "Non ci saranno aumenti di tasse, né tagli alla sanità". Poi ha annunciato la riduzione delle tasse per le imprese per 5 miliardi e 600 milioni nel triennio e di 5 miliardi di euro per i lavoratori (la discussione sulla ripartizione dei 5 miliardi di taglio delle tasse ai lavoratori spetterà al Parlamento e alle parti sociali). Sarà inoltre previsto un miliardo di euro per le ristrutturazioni e per gli ecobonus. Salta l'aumento dell'aliquota delle rendite finanziarie. La legge di stabilità, dice Letta, prevede "una significativa riduzione delle tasse per le famiglie, i lavoratori e le imprese".

Le risorse arriveranno "dall'aggressione dei capitali illegalmente esportati", ha aggiunto il premier, aggiungendo che "la pressione fiscale scenderà nell'arco del triennio dal 44,3% al 43,3%". Alle prossime elezioni, poi, si voterà solo di domenica e non anche di lunedì. "L'eliminazione di quest'anomalia italiana - ha aggiunto spiegando alcuni dei tagli per 2,5 miliardi di euro che saranno fatti alle spese dello Stato - consente un risparmio secco di 100 milioni di euro".

"E' la prima volta in 10 anni che non ci sono tagli alla sanità. Sono veramente contenta perché in questo modo abbiamo messo in sicurezza la salute degli italiani per i prossimi anni. Ora abbiamo le basi per fare buona sanità". Lo ha 'twittato' il ministro della Salute Beatrice Lorenzin commentando le decisioni prese dal Cdm sulla legge di stabilità.

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