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Domenica, 23 Gennaio 2022
Legge di stabilità

Buon Natale dal governo, la stabilità è legge: "Più tasse nel 2014"

Doppio sì, di Camera e Senato, per il dl "Salva Roma" e per la legge di stabilità. Ma le prime tabelle sulla manovra preoccupano: nell'anno nuovo ancora un aumento di tasse e il Fisco peserà per più di due miliardi

ROMA - Regalo di Natale del Parlamento per il premier Enrico Letta che in una sola giornata incassa una doppia fiducia su due decreti legge fortemente voluti dal governo. Con 340 sì e 155 no, infatti, la Camera ha confermato la fiducia all'esecutivo sul dl "Salva Roma". L'esame del decreto, studiato per mettere una toppa all'enorme debito dell'amministrazione capitolina, riprenderà il prossimo 27 dicembre con i grillini che annunciano ostruzionismo se il governo non dovesse accogliere le richieste dei cinque stelle sugli affitti d'oro. Il secondo via libera, invece, è arrivato dal Senato dove la "Stabilità" è diventata legge con 167 voti favorevoli e 110 voti contrari.

Se per il "Salva Roma" c'è ancora tempo per porre rimedio a qualche errore - il governo dovrebbe e potrebbe emanare un decreto sulla questione affitti d'oro - sulla manovra fiscale da oggi sarà molto più difficile intervenire. E secondo quanto emerge dalle prime tabelle il 2014 non sarà un anno facile per i contribuenti. 

La Manovra approvata alla Camera vale, infatti, 14,7 miliardi e le maggiori tasse pesano per 2,1 miliardi: le entrate vengono tagliate per 6,080 miliardi e aumentate per 8,212. Le misure sulla casa invece, nonostante le polemiche, comporterebbero parità di gettito, con un peso equivalente Imu-Tasi pari a oltre 3,7 miliardi.

"Gli effetti delle misure contenute nel disegno di legge di stabilità, come approvate dalla Camera dei deputati, comportano nel 2014 - spiega uno dei relatori al provvedimento in Senato Giorgio Santini del Pd - in termini di indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche una correzione netta corrispondente ad un peggioramento di circa 2,5 miliardi, pari a circa lo 0,2 per cento del Pil, mentre nel biennio successivo si registra un "miglioramento di circa 3,5 miliardi nel 2015 e di circa 7,3 miliardi nel 2016". 

Per quanto riguarda gli effetti sul bilancio dello Stato si registra un "peggioramento di circa 1,7 miliardi nel 2014, seguito - aggiunge sempre Santini - da un miglioramento di circa 13 miliardi nel 2015 e 7,1 miliardi nel 2016". Rispetto al disegno di legge approvato dal Senato in prima lettura, l'esame da parte della Camera "ha determinato - spiega ancora il relatore - un miglioramento dell'indebitamento netto di circa 174 milioni di euro nel 2014 seguito da un peggioramento nel biennio successivo di circa 6 milioni di euro nel 2015 e di circa 20 milioni nel 2016".

"In termini di indebitamento netto - prosegue l'analisi del relatore - la variazione netta delle entrate è pari a circa 2,1 miliardi di euro nel 2014, 0,6 miliardi nel 2015 e 1,9 miliardi nel 2016. L'analisi dei principali settori di intervento evidenzia l'incremento della detrazione Irpef sui redditi da lavoro dipendente, gli sgravi contributivi per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro  e di riduzione dell'Irap sulla quota lavoro per i nuovi assunti a tempo indeterminato".

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